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I 5Stelle non hanno patenti per accusare la Lega di collusione con i negazionisti

Per poter criticare bisogna, come minimo, non aver aperto il nostro Parlamento per la prima volta a ufficiali iraniani che hanno organizzato la conferenza che ha negato la Shoah

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

5 Aprile 2019 alle 21:37

I 5Stelle non hanno patenti per accusare la Lega di collusione con i negazionisti

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

“Mi preoccupa questa deriva di ultradestra a livello europeo con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega, che addirittura, in alcuni casi, negano l'Olocausto”, ha detto il vice premier Luigi Di Maio dopo l’incontro del ministro dell’Interno Matteo Salvini con Marine Le Pen. È vero che l’antisemitismo e rigurgiti di cupo passato novecentesco rimpallano ormai da anni in tante formazioni politiche europee, dall’ultradestra tedesca dell’AfD alla sinistra inglese di Corbyn. Ma per poter accusare qualcuno di collusione con i negazionisti bisogna, come minimo, non aver aperto il nostro Parlamento per la prima volta a ufficiali iraniani che hanno organizzato la conferenza negazionista della Shoah. È quello invece che hanno fatto proprio nel partito di Di Maio. Alla commissione Affari esteri della Camera un diplomatico iraniano, Alireza Bigdeli, ha detto in un’audizione lo scorso ottobre: “Israele è una falsificazione, Israele è una cosa costruita, non è una cosa vera, originale. Nella nostra zona ci sono stati molti errori, il primo è stato la creazione di Israele”. Non bastasse questa chiamata a cancellare lo stato ebraico, Bigdeli fa parte della organizzazione iraniana che organizzò l’infame conferenza internazionale del 2006 a Teheran, in cui l’Iran negò l’Olocausto e attaccò Israele. Fu organizzata dall’Institute for Political and International Studies il cui vicepresidente, Morteza Jami, ha parlato anche lui alla Camera dei deputati. I 5 Stelle dunque non hanno alcuna patente di credibilità per accusare i partner di governo di collusione con i negazionisti. La Shoah è cosa troppo seria e troppo tragica per essere maneggiata così impunemente.

Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • manfredik

    06 Aprile 2019 - 14:02

    E Lannuti che "riscopre" i Protocolli dei Savi di Sion?

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