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Le idee gentiste su Rousseau per avere più cani e meno disoccupati

Le proposte assurde che lunedì prossimo verranno votate dall’assemblea degli iscritti al M5s

21 Novembre 2018 alle 06:00

Le idee gentiste su Rousseau per avere più cani e meno disoccupati

(Foto Imagoeconomica)

Roma. Silvio Pasquale Serpi, ambizioso, vuole creare “alcuni milioni di posti di lavoro stabile in 1-4 anni”. Silvia Massaiu, gentista, propone “l’abolizione del trattamento di fine mandato dei parlamentari della Repubblica”. Maria Teresa Reggio, sognatrice, vuole far “adottare un cane o un gatto con GIOIA” (il maiuscolo, originale, è a carico del lettore, ndr) e metterlo in conto allo stato. Sono solo alcune delle proposte che lunedì prossimo verranno votate dall’assemblea degli iscritti al M5s, convocata ieri da Luigi Di Maio; le votazioni avverranno, naturalmente sulla piattaforma Rousseau, dalle ore 10 alle ore 22. “L’assemblea sarà chiamata a scegliere le migliori due proposte di legge degli iscritti che verranno portate in Parlamento dai nostri portavoce”, scrive il Sacro Blog. “La regolarità della votazione sarà certificata da notaio, e i risultati saranno depositati presso due notai”, assicura il M5s. Non è la prima volta che accade, ma da quando in parlamento i Cinque stelle hanno – insieme alla Lega – una solida maggioranza, le proposte gentiste possono arrivare facilmente a destinazione. Vediamole nel dettaglio.

 

L’ingegner Serpi, 61 anni, di Oristano, propone l’ambizioso obiettivo: “Nel periodo di 1-4 anni assicurare l’accesso graduale ad un lavoro stabile e adeguatamente remunerato ad alcuni milioni di italiani (soprattutto giovani) attraverso il contemporaneo pensionamento graduale di altrettanti lavoratori ultrasessantenni, vittime della scellerata Legge Fornero”. Ci tiene a far sapere, l’ingegner Sarpi, che la “la proposta (in forma più ampia e dettagliata) è stata presentata al 51° Congresso Nazionale Ingegneri (Treviso settembre 2006) e pubblicata fra gli atti congressuali. Inviata successivamente a diverse testate giornalistiche nazionali (Sole 24 Ore, il Fatto quotidiano etc), ai sindacati e alle associazioni datoriali. Nel 2011 inviata al Ministro Fornero che la illustra nel 2012 a Milano (articolo su Milano Finanza). Discussa in alcune trasmissioni radiofoniche nazionali (Radio Anch’io etc)”. Un tempo insomma c’era la buca delle lettere dei giornali, oggi c’è direttamente il M5s in parlamento. Come cambiano i tempi.

 

La signora Reggio, napoletana di 64 anni, casalinga, propone che “chi adotta un cane o un gatto solo attraverso un canile, avrà le spese mediche (vaccinazioni e controlli vari), gratuite, e quindi sovvenzionate dallo stato. Molti si privano di avere un cane o un gatto, proprio in virtù di queste spese insostenibili. Se fosse una legge a sovvenzionarle, credo che molti potrebbero avere la gioia di vivere con un caro amico peloso”. L’esperienza è inevitabilmente “personale”, spiega la casalinga Reggio: “Ho due cani e le spese sono tante. Ho amici che dicono la stessa cosa. Che si privano di prendere un cane per queste spese insostenibili”. Insomma, non chiederti che cosa puoi fare tu per lo stato, chiediti che cosa può fare lo stato per i tuoi cani.

Massaiu, disoccupata di 34 anni, veterinaria, vuole abolire il trattamento di fine mandato, tfr o liquidazione, dei parlamentari, perché “non ha ragione di esistere”. Rimangono però le ritenute, assicura la dottoressa Massaiu, che “però devono essere trasformate in un fondo di solidarietà nazionale per finanziare investimenti di compensazione nel campo delle politiche sociali e del lavoro. Dunque si suppone di creare un fondo di solidarietà di circa (forse più o forse meno) 37.000.000 di euro ogni 5 anni che possono essere utilizzati per la legge di bilancio”. Mica penserete che fare il parlamentare sia un lavoro, nevvero?

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    21 Novembre 2018 - 16:04

    Almeno l'ing. Sarpi sarà contento, visto che il prossimo anno ci dovrebbe essere la quota 100 che va nella direzione dei suoi (e di molti altri, compreso il sottoscritto) desideri.

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  • guido.valota

    21 Novembre 2018 - 12:12

    Questi sono statisti, rispetto a quelli che la Casaleggio ha mandato alle Camere. Io li premierei con due ettari di terreno demaniale. Falce rastrello vanga zappa a spese dello Stato invece del reddito di cittadinanza.

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