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Dove sono finiti i difensori della democrazia?

Dopo aver lanciato appelli contro il referendum del 4 dicembre 2016 ora la Zagrebelsky Associati resta in silenzio davanti ai veri ed espliciti nemici della democrazia rappresentativa. Il perché spiegato con la favola dell'al lupo al lupo

25 Ottobre 2018 alle 09:17

Dove sono finiti i difensori della democrazia?

Gustavo Zagrebelsky (foto LaPresse)

Al direttore - Democrazia sotto assedio. Europa minacciata. Neonazisti che conquistano voti. Fascisti riabilitati. Dove sono finiti i difensori della democrazia?

Giorgio Marini

Sono andato a rivedere il comitato del No al referendum costituzionale, quello del 4 dicembre 2016, e ho trovato un appello per votare No contro la riforma costituzionale che presentava il seguente ragionamento. Occorre “difendere gli spazi di civiltà, di democrazia e di garanzia di cui la Costituzione si dovrebbe fare garante diventa un imperativo categorico. Perduta questa battaglia tutto diventerà più difficile e lo smantellamento definitivo dei diritti fondamentali di conquista democratica diventerà la naturale conseguenza politica. Dobbiamo averne la piena consapevolezza. Una riforma che vuole essere tale interviene sul miglioramento della democrazia rappresentativa, sul rapporto con gli elettori, sulla maggiore vicinanza del corpo elettorale agli organi di rappresentanza politica, su nuovi elementi di democrazia partecipativa”. L’appello era firmato da un numero significativo di personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’informazione. Un piccolo elenco per voi. J-Ax, Nicola Acocella, Marco Albeltaro, Vittorio Angiolini, Alberto Asor Rosa, Assalti Frontali (gruppo musicale), Gaetano Azzariti, Michele Bacci, Andrea Bajani, Laura Barile, Carlo Bertelli, Francesco Bilancia, Franco Bile, Sofia Boesch, Ginevra Bompiani, Stefano Bonaga, Sandra Bonsanti, Mario Bova, Giuseppe Bozzi, Alberto Bradanini, Alberto Burgio, Agostino Cabiddu, Giuseppe Campione, Luciano Canfora, Paolo Caretti, Lorenza Carlassare, Gian Carlo Caselli, Loris Caruso, Rosita Celentano, Riccardo Chieppa, Luigi Ciotti, Pasquale Colella, Daria Colombo, Michela Conforti, Fernanda Contri, Nicola D’Angelo, Claudio De Fiores, Erri De Luca, Roberta De Monticelli, Claudio Della Valle, Ida Dominijanni, Angelo D’Orsi, Roberto Einaudi, Vittorio Emiliani, Fedez, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Vincenzo Ferrari, Sabrina Ferilli, Maria Luisa Forenza, Carlo Freccero, Patrizia Fregonese, Mino Gabriele, Alberto Gajano, Giuseppe Rocco Gembillo, Roberto Giannarelli, Giorgia (cantante), Paul Ginsborg, Peter Gomez, Fabio Grossi, Riccardo Guastini, Monica Guerritore, Elvira Guida, Leo Gullotta, Sabina Guzzanti, Alexander Hobel, Enzo Iacchetti, Elena Lattanzi, Antonio Lettieri, Rosetta Loy, Paolo Maddalena, Valerio Magrelli, Luciano Manisco, Fiorella Mannoia, Maria Mantello, Ivano Marescotti, Anna Marson, Annibale Marini, Federico Martino, Enzo Marzo, Citto Maselli, Stefano Merlini, Gian Giacomo Mingone, Giuliano Montaldo, Tomaso Montanari, Paolo Napolitano, Giorgio Nebbia, Guido Neppi Modona, Diego Novelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Oldoni, Moni Ovadia, Alessandro Pace, Valentino Pace, Antonio Padellaro, Giovanni Palombarini, Giorgio Parisi, Gianfranco Pasquino, Piero Pelù, Gian Andrea Piccioli, Valerio Pocar, Daniela Poggi, Michele Prospero, Alfonso Quaranta, Antonella Ranaldi, Norma Rangeri, Giuseppe Rescigni, Marco Revelli, Umberto Romagnoli, Paolo Rossi, Claudio Santamaria, Gennaro Sasso, Vincenzo Scalisi, Giacomo Scarpelli, Silvia Scola, Andrea Segre, Giuseppe Sergi, Salvatore Settis, Armando Spataro, Barbara Spinelli, Corrado Stajano, Mario Tiberi, Toni Servillo, Alessandro Torre, Alessandro Tortorella, Nicola Tranfaglia, Nadia Urbinati, Gianni Vattimo, Daniele Vicari, Massimo Villone, Maurizio Viroli, Marco Vitale, Maurizio Volpi, Roberto Zaccaria, Gustavo Zagrebelsky, Alex Zanotelli. Due anni dopo quel referendum costituzionale c’è un partito che vuole abolire la democrazia rappresentativa e un altro che vuole distruggere la democrazia dell’Europa. Ora, la domanda è spontanea: se i nomi che vi abbiamo appena elencato due anni fa hanno unito le loro forze per difendere davvero la democrazia rappresentativa, cosa aspetta la Zagrebelsky Associati a firmare con urgenza un appello per dire no ai veri ed espliciti nemici della democrazia rappresentativa? Più passerà il tempo e più sarà chiaro che aver trasformato gli avversari politici in nemici della democrazia ha contribuito ad abbassare le nostre difese immunitarie di fronte ai veri nemici della democrazia. E’ la favola dell’al lupo al lupo. E oggi è arrivato il momento in cui il lupo c’è davvero.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Ottobre 2018 - 14:02

    Al direttore e abile organizzatore - Quesito innocente: "Hai mica visto se nel Salone dei Cinquecento ci fosse anche qualcuno dei firmatari dell'appello per il No?"

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    25 Ottobre 2018 - 17:05

    Al direttore - In due parole, cinicamente vere: i vertici del NO avevano il terrore di un robusto e stabile Nazareno Parlamentare. Tutto il resto, asciugamanini sulle pudenda.

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  • mauroumb

    25 Ottobre 2018 - 17:05

    Sicuro che i "difensori " non hanno raggiunto il loro scopo ? Forse democrazia e costituzione sono state quello che per Dante era la donna schermo di Beatrice . Forse ,per alcuni, una vita soddisfatta e soddisfacente nella Repubblica Italiana degli ultimi anni va adeguatamente tutelata e difesa con indubbia sagacia , assieme alla Costituzione naturalmente.Toto modo verrebbe da dire. Meglio, potenzialmente meno rischiosa l'Italia cialtrona o senza novità dei Grillo e dei Salvini. Meglio i Borboni .

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  • studio.falco

    25 Ottobre 2018 - 15:03

    Ho votato convintamente per il si alla riforma costituzionale. Convinto anche della legge elettorale " italicum". La riforma riguardava la seconda parte della Costituzione ossia l'Ordinamento della Repubblica. Non venivano toccati i principi costituzionali della prima parte. Convinto come sono che uno "snellimento" dell'organizzazione statuale sia la madre di tutte le riforme e solo "toccando" a monte l'impianto costituzionale è possibile ipotizzare uno Stato moderno e al passo con i tempi. Semplificare, snellire, dimagrire l'elefante italia costituisce, a mio parere, la via maestra.

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    • iksamagreb@gmail.com

      iksamagreb

      02 Novembre 2018 - 01:01

      Altroché! Se poi consideriamo che siamo l'unico Paese al mondo con centosessantamila e oltre leggi in vigore,,, Non è pazzesco?

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