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Democrazia e silenzio degli incoscienti

Esiste una crisi della democrazia di cui i sovranismi sono un sintomo prima ancora che una causa. Indagini di Atlantic, Economist, Time, NewStatesman. Perché non ribellarsi contro i nemici della libertà è un lusso che l’Europa non può permettersi

14 Settembre 2018 alle 06:00

Democrazia e silenzio degli incoscienti

L’ultimo numero di Time con Matteo Salvini in copertina

Il commissario agli Affari economici dell’Unione europea, Monsieur Pierre Moscovici, ieri mattina ha parlato delle condizioni economiche dell’Italia e, come ci ha ricordato anche Mario Draghi, tira un’aria bruttina assai. Nel corso del suo ragionamento ha consegnato alle agenzie di stampa un’affermazione che farà discutere. Oggi, ha detto Moscovici, “in Europa c’è un clima che somiglia molto agli anni 30: non dobbiamo esagerare, e chiaramente non c’è Hitler, ma forse dei piccoli Mussolini sì”. Evidentemente, Moscovici ha torto quando, facendo...

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    17 Settembre 2018 - 19:07

    Quel che accade in Italia non è comparabile a ciò che accade in Europa. In Italia, manca un governo basato sul principio della legalità e dell'osservanza delle norme costituzionali. L'idea stessa di libertà è così mal concepita in Italia da rendere inutile ogni approfondimento. La presenza di capi che non sono uomini di governo, ma che si sono improvvisati tali avendo conquistato il potere grazie all'appoggio di un popolo inconsapevole, ignorante e analfabeta, non trova riscontro nell'Europa delle democrazie liberali. Non condivido il titolo del Time nel mostrare la faccia di Salvini come "La nuova faccia dell'Europa". Questa è la faccia della nuova Italia, non quella risorta dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale, ma quella che ha subito tutte le incongruenze di una politica portata avanti per anni tra corruzione, delitti di Stato e così via. Ossia una Italia che ha dimenticato perfino il concetto di Stato di diritto.

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  • eleonid

    14 Settembre 2018 - 21:09

    Scaricare gli effetti negativi della congiuntura economica sull'eccessiva presenza di migranti che toglierebbero lavoro a noi italiani è una tesi non dimostrata .Attribuire la scarsa sicurezza che si percepisce a questi stessi migranti perché non integrati nel nostro contesto sociale e lavorativo ,anche questo aspetto non sembra acclarato in maniera incontrovertibile. Sulla base di queste due insofferenze stiamo mettendo a repentaglio i valori della democrazia come l'abbiamo conosciuta dal dopoguerra ad oggi. Con essa stiamo mettendo in pericolo la stessa Ue al grido che con essa il popolo ha perso la sovranità sul proprio futuro. Ma allora se siamo certi di questo assioma che significato ha vincere le elezioni europee sbandierando la politica sovranista. Non è più coerente vincere l'europee per uscire definitivamente dall'Europa? Ma che crede il Ministro Salvini che governare l'Europa da sovranisti faccia arrivare soldi in Italia da parte della BCE?

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  • carlo.trinchi

    14 Settembre 2018 - 19:07

    Bene direttore da dove si comincia? Quali sono le contromosse per inchiodare Orban, Salvini, Di Maio e il resto dei mussolinini? Qual è il filo che li unisce e fa si che il popolo li osanni e vada cantando verso il precipizio? Il debito pubblico che non vogliamo pagare? La crisi da addossare? La Francia dei casi suoi e la Germania dei fatti suoi? I migranti che nessuno in Europa vuole? L’America di Trump che ci vuole divisi? Putin che ci fa l’occhiolino? Come vede le controversie sono tante e sta a noi ravvederci per tempo perché gli imperi remano contro ed un Hitler in Europa a loro conviene e questa volta il dopo sarà altra storia e di Europa non vorrà più sentirne parlare nessuno. Basta analisi, è tempo di costruire un’alternativa vera e valida che guarda tutti i problemi e qualche volta che ascolti il popolo perché se poi voti e lui che ha sempre ragione.

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  • albertoxmura

    14 Settembre 2018 - 16:04

    Occorre distinguere tra democrazia e liberalismo. Noi vogliamo entrambi, ma dobbiamo renderci conto che sono possibili democrazie rappresentative illiberali (come ha riconosciuto, vantandosene, Orbán). Se la democrazia non è (per il momento) in pericolo, tuttavia il rischio di perdere il carattere liberale della nostra democrazia (e con esso molte libertà fondamentali) è grande.

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