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È nato il governo Conte. Ecco tutti i ministri

Diciotto i membri dell'esecutivo, 5 le donne. Tra le sorprese Danilo Toninelli ai Trasporti e il generale della Terra dei fuochi Costa all'Ambiente. Savona alla Politiche europee, Tria all'Economia

31 Maggio 2018 alle 22:37

È nato il governo Conte. Ecco tutti i ministri

E' stato l'incarico più breve della storia della Repubblica italiana. Ma in fondo, dopo 86 giorni in cui di stranezze se ne sono viste di ogni tipo, anche questo ha una sua logica. Giuseppe Conte ha ricevuto il secondo incarico nel giro di una settimana, e stavolta lo ha portato a termine con successo in meno di un'ora. Così, nel presentarsi davanti ai giornalisti nello Studio alla Vetrata, ha esordito con un “ben ritrovati”: quasi a voler evidenziare, con una battuta irrituale, la stranezza della situazione che anche lui deve aver notato. Subito dopo ha letto la lista dei ministri. Chiarendo, immediatamente, che nel suo lavoro di presidente del consiglio “verrà affiancato” (sottolineatura non banale), dai due vice Luigi Di Maio, cui andrà il super ministero dello Sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, e Matteo Salvini, titolare dell'Interno

 

Per il resto, due sole sorprese rispetto ai nomi circolati nelle ultime ore. Ai Trasporti andrà Danilo Toninelli, attuale capogruppo al Senato del M5s, e non il geologo marchigiano Mauro Coltorti: un lombardo con buoni contatti con la Lega anziché un docente universitario ambientalista, in un ministero piuttosto decisivo per gli equilibri interni alla coalizione di governo, coi grillini contrari alle grandi opere e i leghisti assolutamente favorevoli. L'altra novità è il generale Sergio Costa, il simbolo della crociata sulla Terra dei fuochi, al ministero dell'Ambiente

 

Il ministero dell'Economia e delle finanze viene assegnato a Giovanni Tria, ex presidente della Scuola nazionale di amministrazione e ordinario di Economia politica a Tor Vergata, che avrà come suo vice – a quanto si apprende – la deputata grillina Laura Castelli. Paolo Savona, che per quel ruolo era stato indicato da Salvini e Di Maio, viene trasferito agli Affari europei. Alla Farnesina andrà invece Enzo Moavero Milanese, già ministro (degli Affari europei) nei governi Monti e Letta. Elisabetta Trenta confermata alla Difesa, dove era stata proposta già nel fantagoverno a Cinque stelle. Conte ha preannunciato che Giancarlo Giorgetti, capogruppo del Carroccio alla Camera e braccio destro di Salvini, sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. L'altro, secondo indiscrezioni non smentite, dovrebbe essere invece il senatore grillino Vito Crimi. 

 

Riccardo Fraccaro, attuale questore anziano alla Camera, va ai Rapporti col Parlamento e alla democrazia diretta (sic!). L'altro dioscuro di Di Maio, Alfonso Bonafede, sarà il prossimo Guardasigilli. Giulia Bongiorno, neosenatrice leghista e famosa per essere stata l'avvocato di Giulio Andreotti, alla Pubblica amministrazione. A Erika Stefani, leghista vicentina, il ministero degli Affari regionali e delle autonomie, e alla senatrice grillina Barbara Lezzi, coinvolta già nello scandalo della rimborsopoli grillina, il ministero del Sud. Lorenzo Fontana, vicesegretario del Carroccio, veronese, sarà il ministro della Famiglia e disabilità. Gian Marco Centianio, capogruppo leghista al Senato, ottiene il ministero alle Politiche agricole e forestali, per la Sanità viene scelta Giulia Grillo, presidente dei deputati del M5s; all'Istruzione va Marco Bussetti, in quota Carroccio, mentre ai Beni culturali il già fantaministro grillino Alberto Bonisoli

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    31 Maggio 2018 - 23:11

    Finalmente, pericolo scampato, siamo in Europa e non in fuga sotto traccia dal l’Europa, un sospiro di sollievo. Un grande grazie al Presidente Mattarella, che Dio ce lo conservi. Ora tutti seduti con quantità pazzesche di pop corn e, per piacere, lasciateci guardare il film.

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    • GianniR

      01 Giugno 2018 - 12:12

      Gia', soprattutto il film del PD che evochera' il fascismo, i partigiani, il governo Tambroni (sentito ieri sera in tv), la rozzezza della plebe, i commenti dell'Economist (ah no questo sara' un po' noioso perche' gia' visto), una coalizione da formare e litighera' sul nome, ecc. ecc. Quasi meglio di Zalone!

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