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Al via la direzione Pd. Martina: “Il capitolo M5s si è chiuso”

I pontieri al lavoro per confermare il segretario reggente e non spaccare il partito. E lui chiede di rimanere fino all'assemblea nazionale

3 Maggio 2018 alle 16:14

Al via la direzione Pd. Martina: “Il capitolo M5s si è chiuso”

[Notizia aggiornata alle 18.08]

 

Roma. E’ cominciata la Direzione nazionale del Pd, aperta dall’intervento di Maurizio Martina. Dopo i toni accesi degli ultimi giorni, sono al lavoro alcuni pontieri. Vedi Lorenzo Guerini, che spera di raggiungere una conclusione unitaria. Rispetto al documento-appello firmato ieri per presentarsi in direzione senza una “conta”, Guerini e i suoi vogliono aggiungere la conferma della fiducia a Martina fino all’assemblea.

 

La Direzione, ha spiegato il presidente del partito Matteo Orfini, concluderà “realisticamente con un voto” intorno alle 20. Quindi ha preso la parola il segretario reggente Martina: “In questa sede dovevamo discutere se aprire il confronto con il M5s. Non decidere l’alleanza o un voto a Di Maio. Per noi il tema non è mai stato votare Di Maio Premier. Ma una sfida politica e culturale sul cambiamento per fare uscire tutte le loro contraddizioni. Un rilancio non una resa. Dovevamo sfidarli sul terreno del cambiamento. Nessuna rinuncia ai nostri valori. Dovevamo incalzarli. Dovevamo immaginare questa ipotesi. Oggi non discutiamo di questo perché i fatti dei giorni scorsi hanno cambiato le cose. È un capitolo chiuso”. 

 

  

“Mentre discutevamo di loro - ha proseguito - in verità discutevamo di noi. Di come non consegnarci all’irrilevanza. Era una ipotesi più rischiosa per il Pd. Ma è chiusa. Il rischio del voto anticipato è più forte oggi. Perché per noi il tema è anche un no ad un governo con il centrodestra tutto. Non solo un no al governo con il M5s”.

 

Il segretario reggente ha quindi chiesto che la Direzione gli “rinnovi la fiducia fino all'Assemblea nazionale. Serve una direzione salda e univoca. Certamente non solitaria ma collegiale. Dobbiamo esserne consapevoli verso il Paese e verso la nostra comunità che ci guarda con attenzione e si aspetta chiarezza e unità. Basta con la logica dell'amico-nemico in casa nostra. Possiamo farcela se ricominciamo a lavorare insieme sul senso della prospettiva che vogliamo per il nostro Paese. Su un'idea di futuro per gli italiani, molto prima dei nostri destini. A Roma come nei territori”.

 

  

Lunedì, intanto, al Quirinale il Pd dovrà incontrare il presidente Sergio Mattarella che, prima di prendere qualsiasi decisione ha deciso di fare un ultimo giro di consultazioni. “Supporteremo l’operato del presidente Mattarella a cui va nostra stima e fiducia - ha spiegato Martina -. Anche lunedì avremo un atteggiamento costruttivo. Ribadiremo i nostri capisaldi irrinunciabili: crescita equa contro le diseguaglianze e un rinnovato impegno per la nuova Europa. Continuiamo le nostre battaglie per l'allargamento del Reddito di inclusione (REI) contro la povertà, per il salario minimo legale contro il lavoro sottopagato, per la parità salariale di genere, per i diritti dei giovani lavoratori. Possiamo farcela se diamo risposte nuove a questi bisogni”. 

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    03 Maggio 2018 - 20:08

    Tanto rumore per nulla: non si è capito cosa vuole il Pd. Tra l'altro non si è capito anche il ritornello tipo " governino i vincitori", dimenticando che in queste elezioni non ci sono stati vincitori, essendo il M5Stelle e i leghisti incompatibili per programmi e idee.

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  • g.riccardino

    03 Maggio 2018 - 19:07

    Terrificante. Questi stanno affogando nei loro discorsi, non si accorgono della loro sterilità. Solo gli elettori se ne sono accorti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    03 Maggio 2018 - 17:05

    E pensare che tutto nasce da lì: economia e politica. Al netto dei massimi sistemi, al netto del “come dovrebbe essere”, al netto di ogni morale e idealismo. Marx usava l’economia per fini politici quando proponeva la collettivizzazione dei mezzi di produzione e di scambio. Idem faceva Adam Smith proponendo il libero mercato. Ma l’Ottocento è il passato. Oggi l’Economia, nel suo complesso insieme globale, ha la forza autonoma per sottrarsi dall’essere usata per fini meramente politici. Quando accade, emblematico il Venezuela, si ribella e, la politica si ritrova a gestire la miseria. Nel caso opposto si ribella la politica e, l’economia si ritrova a gestire la rabbia dei colpiti dalla crisi che lei stessa ha provocato. In teoria, se ciascuna parte facesse il suo proprio mestiere, nei propri ambiti, la dicotomia conflittuale si potrebbe comporre. Ma la mole immensa, trasversale, degli interessi in gioco, passioni umane incluse, lo impedisce. Dobbiamo procedere sulla sinusoide.

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  • Giovanni

    03 Maggio 2018 - 16:04

    No ! Sarebbe sbagliato confermare Martina visto il momento, vista la situazione e visto chi c'è dietro Martina. Il momento vede il PD come boccone prelibato per i casaleggios, il momento è quello di una drammatica situazione istituzionale, dietro Martina ci sono i nemici di Renzi (da quelli più soft agli ultraoltranzisti). Confermare Martina potrebbe, questo sì, spaccare il partito. Infine i pontieri non si sa quanto siano pontieri.

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