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La guerra social di Calenda con rivoluzionari cubani, opliti spartani e “pisciate d’orgoglio"

Il ministro dello Sviluppo risponde a surreali antagonisti dell’industria in Puglia. Da Erri De Luca, al sindaco (Pd) di Taranto per finire con l’incontinente Museo locale

30 Novembre 2017 alle 20:47

La guerra social di Calenda con rivoluzionari cubani, opliti spartani e “pisciate d’orgoglio"

Carlo Calenda (foto LaPresse)

Roma. Lo sviluppo industriale in Puglia incontra parecchie resistenze, e delle più stravaganti. Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si è lanciato in un corpo a corpo sui social network contro i capipopolo della rivolta anti-industria, contro il gasdotto Tap e la ristrutturazione dell’acciaieria Ilva.

Il primo che ha incrociato sulla sua timeline è lo scrittore filo-sabotaggio-NoTav-NoTap Erri De Luca a cui Calenda suggerisce di scendere dalla Sierra Maestra perché la “rivoluzione è finita”.

 

 

Dopo i cubani arrivano gli spartani. Rinaldo Melucci, sindaco Pd di Taranto, ostile al progetto di rilancio dell’Ilva appoggiato dal governo, memore delle lontane origini spartane della città bimare fa un tweet in stile 300: “O Sparta o morte”. Calenda risponde al Leonida tarantino di avere sbagliato a capire: Taranto non è sulle Termopili e il ministro dello Sviluppo non è il persiano Serse.

 

 

Alla vista del nome Leonida, che forse gli ricorda la signora del Bagaglino impersonata da Leo Gullotta, il sindaco Melucci si sente offeso e sbotta: “Ma il sindaco di Taranto non si chiama Leonida”, mostrando di non avere conoscenza della storia dei suoi antenati – che però rivendica con dotte citazioni – o grande ironia.

 

 

Calenda si accorge delle lacune storiche dell’avversario e risponde insinuando dubbi sull’albero genealogico di Melucci.

 

 

In questo surreale dialogo, interviene il Museo spartano di Taranto che ricorda al sindaco di Taranto e al presidente della Puglia Michele Emiliano la famosa “pisciata d’orgoglio”: quella del capostipite Filonide che urinò sull’ambasciatore romano (o ministro?) Lucio Postumio.

 

 

Il Museo di Taranto non ricorda come andò a finire la storia con Roma e quanto costò la "pisciata" alla città (e al suo orgoglio). Spoiler: fu assediata, sottomessa, e conquistata.

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  • sàlibo

    sàlibo

    01 Dicembre 2017 - 21:09

    La fine è comunque nota

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  • Museo spartano Taranto

    Museo spartano Taranto

    01 Dicembre 2017 - 15:03

    Se in Italia nel liceo classico si studia la lingua greca forse un senso c'è ed è bene ricordare le traduzioni: gentile giornalista la frase "" o Sparta o morte"" è errata traduzione in quanto la frase originale era "" o torna con questo o sopra di esso"" e si riferiva allo scudo...tornare con lo scudo significava vittoria, tornare sopra lo scudo significava morte ovvero non era concesso perdere ed infatti era molto difficile che gli spartani perdessero. In ogni caso darsi una ripassatina al greco fa sempre bene e non si perde tempo... Prosit Dott. Marcello Bellacicco presidente dell'ijnternazionale ed unico museo spartano al mondo

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    • armando.dasdia

      01 Dicembre 2017 - 16:04

      Sì, ma questi benedetti duecento ulivi li possiamo trapiantare dopo averci piazzato sotto il tubicino TAP? O dalle vostre parti si pensa di tornare a scaldarsi al caminetto?

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  • Robb_bell

    01 Dicembre 2017 - 01:01

    Articolo simpatico ma alquanto impreciso sulla storia di Taranto. Roma aveva gia deciso di dichiarare guerra a Taranto, le proposte di pace erano solo una scusa per studiare le difese della città. In seguito Taranto vincerà ben due delle tre guerre pirriche e capitolerà solo al termine della terza dopo sanguinose battaglie. L'episodio della "pisciata d'orgoglio" è quindi testimonianza del rifiuto della città a sottomettersi al novello conquistatore senza dare battaglia. Questa è Storia, la attualità politica la lasciamo agli attori in campo. Se il giornalista vuole approfondire la storia di Taranto con testi e riferimenti storici siamo a sua disposizione e lo invitiamo a visitare le bellezze della Taranto sotteranea. Roberto Bellacicco Museo Ipogeo Spartano di Taranto

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  • Robb_bell

    01 Dicembre 2017 - 01:01

    La città vinse ben due delle tre guerre contro Roma e la proposta di pace dei romani era in realtà uno stratagemma per poter studiare le difese della città. Il senso della "pisciata d'orgoglio" è valido ancora oggi contro i novelli conquistatori

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