Il Pd dichiara guerra alle fake news. Ecco il testo della legge

Il provvedimento, messo a punto dai senatori Luigi Zanda e Rosanna Filippin, non è stato depositato: prevista una multa da 500 mila a 5 milioni di euro per chi non rimuove i contenuti illegali

Il Pd dichiara guerra alle fake news. Ecco il testo della legge

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Roma. Insomma, il disegno di legge Zanda-Filippin sulle fake news c’è o non c’è? Renzi dice che forse non ce n’è bisogno, Matteo Orfini, presidente del Pd, dice che non sa se lo strumento più adeguato sia una legge. E quindi? Il ddl c’è, ma ancora non è stato depositato e, spiegano dal Senato al Foglio, “realisticamente non vedrà luce in questa legislatura”.

 

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“L'obiettivo del provvedimento - si legge nel ddl - è quello di limitare fortemente la pubblicazione e la circolazione di contenuti che configurino delitti contro la persona e alcune altre gravi fattispecie di reato che potremmo definire complessivamente come delitti contro la Repubblica. Questi ultimi vanno dall'istigazione a delinquere alla propaganda all'odio razziale, dai reati con finalità di terrorismo ai reati di frode e falsificazione di documenti e comunicazioni informatiche. L'obiettivo è quello di indurre i fornitori di servizi di social network a costruire sistemi, procedure ed organismi di autoregolamentazione e controllo dei contenuti veicolati dalle proprie piattaforme, capaci di contrastare la pubblicazione di contenuti illeciti e di diminuire sensibilmente l'entità e la diffusione dei danni provocati da tali crimini”.

 

Il disegno di legge prevede di imporre alcuni obblighi a carico del fornitore di servizi delle reti sociali, stabilendo specifiche sanzioni in caso di mancata osservanza. I principali obblighi riguardano: “1) la predisposizione di una procedura efficace e trasparente, accessibile a tutti gli utenti, per la gestione dei reclami relativi a contenuti illeciti che configurano alcuni gravi delitti contro la persona e contro la Repubblica; 2) la rimozione o il blocco di tali contenuti entro un tempo definito; 3) la pubblicazione ogni sei mesi di un dettagliato rapporto concernente la gestione dei reclami ricevuti per contenuti apparsi sulle proprie piattaforme. Il rapporto pubblicato sulla home page del social network deve essere facilmente individuabile, direttamente accessibile e permanentemente disponibile”. Il ddl prevede anche delle sanzioni: nel caso la rimozione o il blocco dell'accesso ai contenuti illegali non avvenga nei termini prescritti il social network “incorre in una sanzione da cinquecentomila a cinque milioni di euro”.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    27 Novembre 2017 - 23:11

    La proposta di legge si ispira a quanto pare a quella approvata in Germania qualche mese fa. Segno evidente che il problema è ormai sentito come urgente non solo in Italia.

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  • CohleandHart

    27 Novembre 2017 - 20:08

    L'unico risultato di una legge demenziale come questa - che vuole regolare femoneni del tutto eterogenei e già sanzionati - è di spostare il dibattito dalle pagine internet dei social network (dove nei commenti si litiga circa il contenuto - vero o meno - di uno o dell'altro) alle aule di tribunale che così saranno ulteriormente intasate oltre che incaricate di dire se una notizia fosse o meno falsa. Peccato non esistendo affatto verità (cosa poi vorrà dire) scientifiche assolute in moltissimi campi, la risposta alla domanda di "verità" assoluta come si conviene ad un tribunale non ha nessun senso. la scienza è mutevole. le risposte anche, le notizie date male (sono fake o solo approssimative?) pure. il PD di Renzi vive una stagione di sconforto assoluto. è da quando ha fatto l'elezione di mattarella rompendo con FI che non è imbrocca una.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Novembre 2017 - 19:07

    Il baco è nei fake brains. Condizione ubiquitaria e trasversale e vissuta con avidità. Signa temporum.

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  • Giovanni

    27 Novembre 2017 - 19:07

    Sono pienamente d'accordo. Non ce l'ho con i social ma ormai sono diventati vere e proprie fogne a cielo aperto. Non solo le "fake" ma turpiloquio, insulti, minacce e quanto di peggio possa esprimere l'essere umano. Occorre una regolamentazione. Non so se questo disegno di legge possa essere efficace ma sarebbe comunque un inizio

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