Il grillino che è in te. Il dramma di una classe dirigente senza carattere

La borghesia italiana e l’equivoco del terzismo: non prendere parte, considerare tutti allo stesso modo, sistema e anti sistema, significa già aver fatto una scelta

Il grillino che è in te. Il dramma di una classe dirigente senza carattere

Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista alla manifestazione del M5s contro il Rosatellum (foto LaPresse)

Dirigente o digerente? La scorsa settimana, le parole consegnate da Eugenio Scalfari a Giovanni Floris su Silvio Berlusconi, “tra Di Maio e Berlusconi sceglierei Berlusconi”, hanno avuto l’effetto di aprire un dibattito su un tema che, se fossimo in un paese come la Francia, oggi sarebbe centrale: in un ipotetico ballottaggio tra il leader di un partito di centrodestra e il leader di un partito anti sistema da che parte starebbe la classe dirigente? Diciamo che il dibattito avrebbe una...

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  • Silvius

    03 Dicembre 2017 - 00:12

    Anche Lapo Elkann ha fatto la sua non-scelta. Che disgusto.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Novembre 2017 - 17:05

    Riguardo al “nulla nasce per caso”. Notazione storica: “ Dando prova di intelligenza politica, al fine di non inimicarsi altri settori dello scacchiere politico, De Gasperi scelse di non costituire un governo monocolore democristiano, pur avendone i numeri, ma di avvalersi dei partiti minori che lo avevano appoggiato nei precedenti esecutivi: PRI, PLI e i PSDI. Nacque così il quinto governo De Gasperi” Che fosse stata “miopia” e non intelligenza politica lo comprese lo stesso De Gasperi che nel 1953 tentò d’introdurre nella legge elettorale un premio di maggioranza che potesse liberare l’esecutivo dai ricatti degli “inclusi” Ma era già troppo tardi: alle opposizioni e agli “alleati” stava troppo bene un esecutivo sotto ricatto. De Gasperi fallì e nessun altro ha più avuto la forza politica necessaria per, non tanto eliminare, quanto per minimizzare, il potere del covo di vipere delle “coalizioni”

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Novembre 2017 - 17:05

    Al direttore - Notazione storica sul "niente nasce per caso “ Dando prova di intelligenza politica, al fine di non inimicarsi altri settori dello scacchiere politico, De Gasperi scelse di non costituire un governo monocolore democristiano, pur avendone i numeri, ma di avvalersi dei partiti minori che lo avevano appoggiato nei precedenti esecutivi: PRI, PLI e i PSDI. Nacque così il quinto governo De Gasperi” Che fosse stata “miopia” e non intelligenza politica lo comprese lo stesso De Gasperi che nel 1953 tentò d’introdurre nella legge elettorale un premio di maggioranza che potesse liberare l’esecutivo dai ricatti degli “inclusi” Ma era già troppo tardi: alle opposizioni e agli “alleati” stava troppo bene un esecutivo sotto ricatto. De Gasperi fallì e nessun altro ha più avuto la forza politica necessaria per, non tanto eliminare, quanto per minimizzare, il paralizzante potere del covo di vipere delle “coalizioni”

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Novembre 2017 - 15:03

    Andiamo al sodo? Dal 1994 non abbiamo mai avuto due legislature consecutive della stessa parte politica, non solo, anche nelle diverse legislature le maggioranze di coalizione che esprimevano il governo, non sono mai state politicamente compatte e determinate a realizzare il programma su cui avevano ottenuto la fiducia dalle Camere. Era evidente segno di una grande instabilità politica e il fatto che il sistema istituzionale la favorisse, N’è derivato un metodo d’intendere e fare politica intrinsecamente impossibilitato ad affrontare le lacune strutturali del sistema. Inutile girarci intorno: niente nasce e si sviluppa e si consolida per caso. Sovviene il detto: “Il medico pietoso fa la piaga puzzolente” Grillo docet.

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