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L'unica alleanza possibile, dopo la Germania

Il Cav. e il Pd possono arginare l’estremismo solo sfidando il partito della spesa

26 Settembre 2017 alle 06:00

L'unica alleanza possibile, dopo la Germania

Foto LaPresse

Dopo le elezioni tedesche separiamo la propaganda dalla realtà. La propaganda incita da una parte al “centrodestra unito” e dall’altra parte al “recupero dei valori della sinistra”; la realtà indica al contrario due cose. La prima: un’agenda comune Silvio Berlusconi-Matteo Salvini è ancora più irrealizzabile, se non per una coalizione buona a vincere le elezioni ma non a governare. La seconda: un’agenda tra Berlusconi e la coppia Renzi-Gentiloni è invece l’unica possibile per fronteggiare i contraccolpi della prevista coalizione tra Angela Merkel, i liberali del Fdp e i Verdi. Vediamo perché.

  

Salvini si è precipitato a congratularsi con Alternative für Deutschland, indicandolo come partito fratello, trascurando il dettaglio che AfD è passata dal populismo nazionalista di Frauke Petry (che ieri ha rotto con i vertici attuali), alle nostalgie filo-naziste. Cioè molto oltre Marine Le Pen, Donald Trump, Nigel Farage. Berlusconi e Forza Italia, che fanno parte del Partito popolare europeo, possono stringere un’alleanza per il governo nazionale – non in Liguria e Sicilia – con chi vanta simili parentele? E la stessa Lega che amministra il nord in nome dell’efficienza e del mercato, come coabita con il suo segretario? Quanto alla futura coalizione tedesca, difficilmente contemplerà altri sconti a paesi ad alto debito come l’Italia, da finanziarsi a colpi di deficit.

  

L’Italia non ha altra via, non tanto in ossequio alla Germania ma per il proprio bene, che abbattere il debito riducendo davvero il deficit, quindi rinunciando alla spesa pubblica assistenzialista, alla flessibilità sprecata in bonus-mancia, e invece riprendendo le riforme del primo renzismo. Un Pd che torni a guardare a sinistra non può ovviamente farlo. Un centrodestra ostaggio di Salvini, neppure. Un accordo parlamentare tra un Pd renziano-gentiloniano e Berlusconi, che attui non il programma dettato da Berlino, ma suggerito da Mario Draghi, può invece mettere l’Italia in grado di decidere per se stessa. Un ottimo modo per cominciare sarebbe affamare il trasversale e carsico “Partito della spesa pubblica” che è sia “rosso” sia “verde” sia a 5 Stelle.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    26 Settembre 2017 - 14:02

    Un vero commento da giornale mainstream, stile Repubblica per capirci, quale purtroppo sta diventando il Foglio. Per confutare le tesi della deriva filonazista di AfD, anche dopo l'uscita della Petry, basterebbe leggere il commento alle elezioni tedesche fatto, sul sito di Informazione Corretta, da Ugo Volli, o anche solo leggere List del mai abbastanza rimpianto Mario Sechi. Questo per la pretesa diversità di valori fra Lega e FI. Per quanto riguarda l'abbattere il debito (che continua ad aumentare) attraverso la diminuzione del deficit, affidare questo compito di nuovo ad un partito come il PD equivale a nominare Dracula presidente dell'AVIS: ma non avete più conto di tutte le mance, mancette, 80 euro di qua, 500 euro di là, quattordicesime di su, bonus giovani di giù adesso il reddito di inclusione, per dirne solo qualcuna, che l'ormai annaspante PD ci sforna ad ogni piè sospinto? E' ora di dire basta a questo partito rovescio della medaglia di Grillo.

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    • Lou Canova

      27 Settembre 2017 - 16:04

      In effetti molto meglio affidare il compito di ridurre il deficit a Salvini con il suo protezionismo d'accatto, la ridicola uscita dall'Euro, la demagogica polemica anti-global (in un paese manufatturiero esportatore come il nostro), Borghi Aquilini, le ricette economiche, la politica su pensioni e mercato del lavoro che manco Camusso e Landini....Che comica...

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