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Com’è che sullo ius soli Renzi si trova a dovere mediare tra le anime del Pd

Il segretario dem non ha ancora ben deciso il da farsi. Si aspettava che il dibattito su questo argomento morisse durante l’estate, ma così non è stato

19 Settembre 2017 alle 06:00

Com’è che sullo ius soli Renzi si trova a dovere mediare tra le anime del Pd

Matteo Renzi (Foto LaPresse)

La vicenda dello ius soli per il Partito democratico si sta rivelando più complicata di quanto si aspettassero i vertici del Nazareno. Matteo Renzi che era intenzionato a mandare in porto questa legge durante l’estate ha avuto diversi ripensamenti. Da un lato, ci sono state le pressioni dei sindaci del Pd, Dario Nardella in testa, per dissuaderlo. E poi anche i sondaggi che avevano registrato una flessione settimanale costante proprio a causa di questo tema hanno contribuito a far riflettere il segretario.

 

La verità è che in realtà Renzi non ha ancora ben deciso il da farsi. Si aspettava che il dibattito su questo argomento morisse durante l’estate, ma così non è stato. E ora il leader deve trovare la soluzione, ben sapendo che è tutt’altro che facile. Renzi ha spiegato a tutti quelli che lo spingevano ad andare avanti lungo la strada dello ius soli che l’importante era ottenere il risultato e che andare alla prova dell’Aula senza questa certezza non avrebbe senso.

 

Nel governo, però, Graziano Delrio e Marco Minniti, che pure sulla gestione della vicenda libica hanno avuto un forte dissidio, sono uniti su questo punto: lo ius soli secondo il ministro delle Infrastrutture e il titolare del dicastero dell’Interno s’ha da fare. Delrio, da sempre sensibile ai temi cari alla chiesa, è molto determinato. Tanto che su questo punto è andato all’attacco oltre che di Gentiloni anche dello stesso segretario. E Minniti che in questi tempi ha intessuto ottimi rapporti con le gerarchie ecclesiali è anche lui sparatissimo per chiudere la pratica entro l’anno.

 

In mezzo il povero Paolo Gentiloni, che vorrebbe assolutamente far approvare questo provvedimento ma che sa perfettamente che almeno al momento i voti non ci sono e sulla carta quelli di Mdp e di Sinistra italiana non bastano, benché entrambe queste forze abbiano dichiarato di essere disposte a votare la fiducia sullo Ius soli. In più il premier è preoccupato per la tenuta del quadro di insieme. Vorrebbe evitare di mettere a repentaglio la maggioranza e aprire un solco con Ap prima di aver fatto approvare al Senato tutto il pacchetto della legge di Bilancio. Per ora ha dalla sua Matteo Renzi, nell’insolita posizione di mediatore tra le diverse anime del Pd. Entrambi sperano che avendo ancora un po’ di tempo a disposizione prima di prendere una decisione, !a situazione possa cambiare. Ma i più scettici nel Pd ne dubitano fortemente.

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