Cosa non capisce Rep. di Mastella

L’ex ministro ha la colpa di non essere pol. corr. e il popolo che lo vota è “bue”

14 Settembre 2017 alle 20:28

Cosa non capisce Rep. di Mastella

A Repubblica Clemente Mastella proprio non piace, ma tutti i gusti sono gusti. Però commentare l’assoluzione dell’ex ministro senza neppure accennare alla sua interminabile traversia giudiziaria limitandosi a descriverlo come “re del pittoresco” o “pacioso professionista dell’intrallazzo innocente” sa di meschinità. Clemente Mastella è un combattente, non ha ceduto alla campagna giustizialista, ha stravinto le elezioni a Benevento, ma ha la “colpa” di non essere politicamente corretto, di saper dire che nella politica si lotta per il potere, che i posti sono importanti, che i voti bisogna raccoglierli, davvero, uno per uno e casa per casa. Come gli altri dicono di fare nei talk-show, ma senza mai farsi vedere nei luoghi di ritrovo popolari.

 

Il rimosso del caso Mastella

Adesso che si è capito che il governo Prodi è caduto per iniziativa diretta della magistratura, forse è ora di ripristinare il filtro tra giustizia e politica voluto dai padri della Costituzione più bella del mondo

 

Quale sarebbe dunque il peccato originale di Mastella? Le preferenze. Ma guarda, mentre la sinistra sinistra si batte contro i cosiddetti “nominati”, cioè chiede che si voti con le preferenze, Mastella è stato eletto con tutti i sistemi elettorali, semplicemente perché nel Sannio ha un elettorato fedele e convinto. Ma come sempre per gli intellettuali raffinati come Francesco Merlo il popolo è bue, si fa abbindolare da persone che non meritano il loro apprezzamento estetico prima che etico. I meridionali, poi, sono cafoni e folcloristici e se votano per un sindaco che ha portato a Benevento l’Università e la scuola dei carabinieri, è bue lo stesso, anzi solo una clientela. Viene il dubbio che Repubblica non capisca Mastella (non apprezzarlo è naturalmente una scelta legittima, non capirlo invece è comunque una lacuna) perché non capisce, non vuole capire, che esiste uno spirito popolare vivo e vivace anche quando non segue, come in realtà non capita quasi mai, i dettami dei soloni della politica “come dovrebbe essere”.

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Commenti all'articolo

  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    15 Settembre 2017 - 08:08

    La giusta domanda dovrebbe essere cosa capisce in generale "Repubblica".

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  • agostinomanzi

    15 Settembre 2017 - 07:07

    Quando Mastella fu travolto dalla vicenda di cui si parla lo sentii dire alla radio, chiaramente scosso dalla vicenda, qualcosa di questo tipo: "Basta, ora torno alla mia gente". Non sapendo niente della verità o meno delle accuse per cui si dimetteva ( di mio propendo all'innocenza fino a prova contraria) rimasi però colpito negativamente da questa evocazione di una " gente sua". Diciamo che alcuni personaggi non suscitano facilmente simpatia; sembrano suggerire da soli non tanto la verità dei reati di cui vengono accusati ma l'humus da cui si suppone derivino (politici molto più furbi hanno la "loro gente" ma non lo sbandierano...). E nell' Italia in cui si è colpevoli fino a prova contraria questo è esiziale. Brutta vicenda.

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  • luigi.desa

    15 Settembre 2017 - 00:12

    Vero il popolo è bue ,ma molti giornalisti ,che non vengono dalla Svizzera,ma provengono dal popolo bue inalberano magnifici corni sulla capoccia.

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  • carlo.trinchi

    14 Settembre 2017 - 22:10

    Ma cos'altro deve accadere per fare, finalmente, la riforma delle riforme? Una volta ad essere borbonico era lo stato. Ora è rimasta solo la giustizia.

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