Gad lascia il Pd perché il Pd ha una politica sull'immigrazione

Claudio Cerasa

I numeri dicono che una politica di gestione dei migranti aiuta a governare l’immigrazione mentre una politica guidata da una forma astratta di estremismo umanitario no

Al direttore - Lerner, migrante politico sì, ma a occhio non economico.

Giuseppe De Filippi

 

L’uscita di Gad Lerner dal Pd per ragioni legate alla linea scelta dal governo sui migranti, notizia di ieri, arriva contestualmente a un’altra notizia, sempre ieri, che aiuta a mettere a fuoco bene cosa c’è in ballo, a sinistra e non solo, sul tema della gestione dell’immigrazione. Una notizia numericamente incredibile e molto significativa. La comparazione tra migranti arrivati nel 2016 e migranti arrivati nel 2017 dice che ad agosto i numeri sono questi. Nel 2016, in 31 giorni, 21.294 arrivi. Nel 2017, in 23 giorni, 2.859 arrivi. I dati sono eloquenti perché dicono che una politica di gestione dei migranti aiuta a governare l’immigrazione mentre una politica guidata da una forma astratta di estremismo umanitario non aiuta a governare l’immigrazione ma si limita a cancellare i confini di uno stato e persino di un continente e tende a incoraggiare le partenze verso le nostre coste. La dialettica vera, quando si parla di gestione dell’immigrazione, è dunque questa: tra chi vuole incentivare le partenze e chi le vuole disincentivare. L’uscita di Gad Lerner dal Pd, nello stesso giorno in cui le politiche del governo (a guida Pd) fanno segnare un risultato importante sul fronte del contenimento dell’immigrazione, spiega meglio di ogni retroscena politico che la vera partita sui migranti oggi non è salvare o non salvare le vite umane, ovviamente, ma è un’altra: stabilire se sia giusto o no avere una politica sull’immigrazione. Avere una politica sull’immigrazione significa governare l’immigrazione. Non avere una politica sull’immigrazione significa non governare l’immigrazione. Mettete insieme la notizia su Lerner e la notizia sui migranti ad agosto e capirete molto su cosa c’è davvero in ballo a sinistra, e forse non solo lì.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.