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Il grande progetto politico di D'Alema: una sinistra a vocazione minoritaria

L'ex premier intervistato dal Corriere della Sera: “Meglio prendere il 3% a favore di ciò che si ritiene giusto che il 20% a favore di ciò che si ritiene sbagliato”

26 Maggio 2017 alle 13:14

d'alema

Massimo D'Alema (foto LaPresse)

Ne avevamo già scritto qualche settimana fa, esattamente il 3 maggio, alla vigilia del secondo turno delle presidenziali francesi. Per far sopravvivere la sinistra progressista, spiegava Claudio Cerasa, la strategia è semplice: fare l'opposto di ciò che suggerisce Massimo D'Alema.  

 

Strategia per far sopravvivere la sinistra progressista: fare l'opposto di ciò che suggerisce D'Alema

L'ex premier, che dal 2010 presiede la “più importante fondazione dei progressisti europei”, se la intende più con Civati e Corbyn che con Renzi e Macron

 

Tutto nasceva da una considerazione. Dal 2010 l'ex premier presiede la Feps (Foundation for European Progressive Studies) la “più importante fondazione dei progressisti europei”. E in sette anni le “uniche forme di progressismo ancora in vita, in Europa, sono quelle che hanno fatto l’opposto di quanto suggerito da D’Alema”.

 

Ulteriore conferma alla nostra analisi arriva, stamattina, dall'intervista che il lìder Maximo ha rilasciato al Corriere della Sera. Intervista in cui, oltre all'abusato parallelismo tra renzismo e berlusconismo (“tutta l'ispirazione politica renziana è contraria ai valori della sinistra”), D'Alema spiega il suo grande progetto politico. A vocazione minoritaria.

 

Per l'ex premier, infatti, è “meglio prendere il 3% a favore di ciò che si ritiene giusto che il 20 a favore di ciò che si ritiene sbagliato”. Certo, D'Alema aggiunge che, secondo lui, “lo spazio a sinistra del pd sia molto più grande” del 3% (che sarebbe comunque sotto la soglia di sbarramento del 5% della legge elettorale cui stanno lavorando Forza Italia e Pd ndr). Saranno gli italiani a dire se ha ragione certo. La strada, in ogni caso, non è quella di un'alleanza con Matteo Renzi che sembra preferire Silvio Berlusconi (“il Renzusconi non mi pare molto popolare, anzi tirerà la volata a Grillo”),  ma piuttosto di “un'alleanza per il cambiamento” che tenga dentro da Pisapia a Zagrebeleski. “Stiamo lavorando per offrire agli elettori una proposta alternativa di sinistra” al M5s, spiega. Se poi i cittadini decideranno di scegliere altri poco importa. Come scriveva Milton “meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso”.

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Commenti all'articolo

  • cmedeo

    29 Maggio 2017 - 18:06

    non sito può essere per tutte le stagioni. Mi ricordo un libro di D'Alema che raccontava la sua visita a Mosca con Berlinguer in occasione dei funerali di Brevniev . al trasformismo deve esserci un limite. E lui lo ha abbondantemente oltrepassato.

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  • giantrombetta

    29 Maggio 2017 - 08:08

    Il voler regnare, sia pure all'inferno, conferma la vocazione monarchica assoluta di un ex leader invidioso delle monarchie popolari di Berlusconi e Renzi.

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  • giulivi

    28 Maggio 2017 - 19:07

    Giovanni Torres -giotor Ma quando lavora il povero D'Alema.Non si stanca di pensare, un pensare che mira a fare e disfare,purchè non si dica he altri possano, con tutte e imperfezioni che non neghiamo, fare meglio di lui, che poi molti dicono che di sostanziale positivo non ha fatto proprio nulla.L'importante atteggiarsi, con la mimica facciale e con espressioni ritenute sofistiche,da "grande".Ma come mai visto il personaggio non è stato invitato a Taormina fra i grandi, immagino si ritenga di più alto lignaggio e ha rifiutato con sdegno l'invito!!!!!

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  • carlo.trinchi

    28 Maggio 2017 - 14:02

    L'errore post 89 fu averli tenuti dentro. Comunisti erano e comunisti sono rimasti. Meno male che se ne sono andati così non hanno l'alibi di dire di essere stati cacciati. Sono come i sindacalisti. Ottusi ai cambiamenti, l'importante è rimanere attaccati alle poltrone con logiche di lavoro impossibili se non modificabili. Oggi Alitalia sciopera. I dipendenti hanno detto no al piano e sciopetano e lo stato ha già ristanziato 600 milioni e scioperano.

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