Renzo Rosso (foto LaPresse)

Renzo Rosso, patron di Diesel, spiega perché Renzi e il Cav. devono tornare insieme

Redazione

Il guru del brand di abbigliamento noto in tutto il mondo parla al Corriere. Riforme, grandi coalizioni e impresa, ecco la sua ricetta per il futuro del paese

Dice il noto chef italiano Massimo Bottura che in caso di vittoria del No al referendum è pronto ad andare a cucinare in un altro paese. "Io ho costruito tutto qua e qua resto", gli risponde l'imprenditore e inventore della nota marca di jeans Diesel, Renzo Rosso, che ha rilasciato un'intervista al Corriere e ha dichiarato che anche lui voterà Sì il 4 dicembre, ma che al di là dell'esito finale non lascerà l'Italia, perché "da me dipendono settemila famiglie".

Dubbi, Rosso, ne ha avuti: "Avevo deciso di votare Sì, poi a un certo punto propendevo per il No", confessa. "Adesso sono tornato a credere che dei piccoli e progressivi passi in avanti non possano che far bene alla nostra stabilità". Per l'imprenditore però è prioritaria la stabilità e "l’unica cosa che bisogna scongiurare è che si vada a nuove elezioni. Piaccia o meno, Renzi ha fatto molte cose e gode della stima dei nostri partner internazionali".

Il guru della moda, noto in tutto il mondo per il suo brand, si schiera con gli ottimisti. "Io sono una persona positiva", dice. "Non credo mai alle esagerazioni", dice commentando l'allarme lanciato pochi giorni fa dal Financial Times, che ha vaticinato un futuro incerto per l'Italia in caso di vittoria del No. "Credo spesso che certe cose si dicano e si scrivano per vendere più copie, per fare più rumore", replica l'imprenditore, che è anche favorevole alle grandi coalizioni ("il futuro va in quella direzione"). Ed è un riformista: "Questa storia che si bloccano le riforme non tanto per quello che sono quanto per chi le ha fatte, per esempio, non mi piace". La soluzione, allora, è investire sulle idee di tutti, senza fare distinzione tra i colori politici e tra gli schieramenti: "Per me il massimo sarebbe creare coalizioni propositive che lavorino per gli italiani e non per le rispettive parti politiche". E se Renzi e Berlusconi "sono molto simili", entrambi "progressisti", Rosso non nasconde l'ammirazione per i leader, "per le persone di talento", ma si spinge anche oltre, forse un azzardo, elogiando anche i cosiddetti anti-casta, Luigi Di Maio ("preparato, attento, una bella persona") e niente di meno che Matteo Salvini (il cui "contributo" è "per certi aspetti costruttivo").

Nel mondo Renzi ha saputo farsi rispettare, continua Rosso per spiegare i motivi per cui il premier dovrebbe restare alla guida del paese anche in caso di vittoria del No. Anche perché restano da affrontare altri nodi fondamentali per il paese: occorre "liberarsi da certi sistemi che ancora lo bloccano, a cominciare dalla burocrazia", "agevolare ancora di più lo sviluppo delle nostre imprese. Abbiamo bisogno di meno tasse e di più leggi che favoriscano l’accesso al mondo del lavoro. E bisogna tagliare la spesa pubblica".

E sul populismo? Rosso è sicuro che avrà vita breve: "Basta guardare la differenza tra quello che aveva detto Trump e quello che sta già facendo adesso, una volta eletto".