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Quelli che le sparano grosse sulla Costituente alla prova del fact checking

“La Costituzione De Gasperi non l’ha fatta”, tuona in televisione il senatore, nonché professore di Storia, Gaetano Quagliariello. Ma è davvero così?

10 Ottobre 2016 alle 13:19

Quelli che le sparano grosse sulla Costituente alla prova del fact checking

Alcide De Gasperi

Povera Assemblea costituente, tirata per la giacchetta da una parte e dall’altra nel dibattito sul referendum costituzionale, per giustificare il cambiamento oppure per argomentare le ragioni del No. Uno degli ultimi esempi lo abbiamo avuto su La7, a Tagadà. La scena è questa: Gaetano Quagliariello, senatore e professore di Storia presso la LUISS, sobbalza sulla sedia alle parole di una giornalista, la quale aveva appena affermato che il bicameralismo paritario – così come ampie sezioni della seconda parte della Carta - fosse stato frutto della sfiducia reciproca tra gli schieramenti della Dc e del Pci.
“Sennò me levano la cattedra di storia”, intona Quagliariello in romanaccio iniziando quella che pare una breve lezione di storia in diretta. Il senatore afferma che “De Gasperi (allora leader della Dc, ndr) non è mai intervenuto alla Costituente. La Costituzione De Gasperi non l’ha fatta ed è stata votata anche dai comunisti”. Alle orecchie della maggior parte degli ascoltatori probabilmente nulla di strano, tanto che pure la giornalista – seppur polemica – conferma la ricostruzione di Quagliariello.

 


Gaetano Quagliariello (immagine di Youtube)


 

Tuttavia, la realtà dei fatti è diversa. Alcide De Gasperi intervenne diverse volte all’Assemblea costituente. La prima il 25 marzo 1947, riguardo la stesura dell’articolo 5 (che diverrà poi l’articolo 7) sui rapporti stato-chiesa. La seconda il 20 dicembre dello stesso anno, riguardo le disposizioni transitorie e finali della nuova Carta. Ulteriori interventi toccarono invece altri temi, ad esempio la ratifica del trattato di pace stipulato con gli Alleati e di quello relativo all’autonomia di Alto Adige e Trentino. Chiarito ciò, davvero lo statista trentino non prese parte ai processi decisionali per la formulazione della nuova Costituzione? In effetti, alcuni storici ritengono che De Gasperi si sia completamente astratto dai lavori della Costituente. Altri invece - tra cui Paolo Pombeni, che ha da poco pubblicato il suo nuovo libro “La questione costituzionale in Italia” per Il Mulino - sostengono che tale scelta fu soppesata e dovuta alla volontà di estraniarsi il più possibile dalla battaglia costituzionale e politica.

 

Così De Gasperi si ritirò piuttosto sul fronte del consolidamento della Repubblica, il vero obiettivo di tutta l’opera politica postbellica dello statista. Ma non si può certo dire che “De Gasperi la Costituzione non l’ha fatta”, come sostiene Quagliariello. Invece se ne occupò eccome, ma più nel senso di costruzione del tessuto sociale nell’Italia del secondo Dopoguerra e dell’organizzazione del sistema di potere pubblico, piuttosto che concentrandosi sulle semplici questioni dottrinali del diritto.
Si auspica dunque che il senatore Quagliariello, nel momento in cui tornerà a essere il professor Quagliariello, abbandoni gli slogan tipici della retorica politica e riabbracci l’approfondimento dovuto agli studenti dall’altra parte della cattedra.

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