cerca

Tutte le resistenze alla "larga convergenza" invocata da Napolitano sull'Italicum

L'ex capo dello stato, nell'intervista rilasciata al Foglio, aveva chiesto un'intesa bipartisan sulla legge elettorale. Ma le reazioni da destra a sinistra sono caute. Brunetta e Calderoli i più agguerriti. Alfano sposa la tesi dell'abolizione del ballottaggio.

20 Luglio 2016 alle 17:28

Tutte le resistenze alla "larga convergenza" invocata da Napolitano sull'Italicum

Giorgio Napolitano (foto LaPresse)

L'appello di Giorgio Napolitano alla "larga convergenza" sul tema della riforma elettorale riscuote poche adesioni dalle forze politiche. Nel giorno delle sue dichiarazioni rilasciate al Foglio dall'ex capo dello stato la spaccatura tra centrodestra e centrosinistra. "Non voglio entrare nel merito rispetto al tema di come debba essere strutturata la maggioranza che governa il paese – ha continuato nella sua chiacchierata col direttore Claudio Cerasa – ma posso dire che condivido l’idea che su alcuni temi i maggiori schieramenti debbano trovare una condivisione delineando un nuovo patto per l’Italia, che a mio avviso andrebbe articolato su grandi temi obbligati, sui quali è essenziale che non ci siano contrapposizioni".  far discutere è in particolare la proposta di Napolitano in cui il ballottaggio, per come è previsto dall'Italicum, sia passibile di un confronto tra destra e sinistra: "Una revisione del sistema elettorale credo sia da considerare, nel senso di non puntare a tutti i costi sul ballottaggio, che rischia, nel contesto attuale, di lasciare la direzione del paese a una forza politica di troppo ristretta legittimazione nel voto del primo turno", ha detto l'ex presidente della Repubblica.

 

Ma i dubbi espressi dall'ex capo dello stato su un eventuale premio alla lista, sono stati accolti con freddezza dal centrodestra: "Delle lacrime di coccodrillo di Napolitano non so cosa farmene", ha chiosato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera: "Lui è all'origine della spaccatura di questo paese e io lo reputo il peggior presidente della Repubblica della nostra storia. Se non ci fosse stata la sua copertura all'azione eversiva di Renzi non saremmo a questo muro contro muro ma ci sarebbe stato solo un referendum confermativo in cui si chiedeva al popolo di esprimersi nel merito della riforma. Napolitano ha avallato tutte le violenze di Renzi", ha dichiarato Brunetta. Sulla stessa linea anche la Lega Nord, secondo cui Napolitano sia colui che "detta la linea a Renzi", usando le parole rilasciate oggi da Roberto Calderoli, responsabile Organizzazione e territorio del Carroccio. "Napolitano gli comunica (a Renzi, ndr) che che deve modificare l'Italicum, perché sostanzialmente non farebbe più vincere il Pd, e che addirittura deve essere lui, Renzi, in qualità di segretario del Pd, a dettare la modifica che dovrà fare il Parlamento.

 

La monarchia di Re Giorgio prosegue, anche da senatore a vita va avanti nel suo 'presidenzialismo per interposta persona', continuando da dietro le quinte a tirare i fili della marionetta". Di "inciucio di palazzo" parla invece Cinzia Bonfrisco, capogruppo dei Riformatori e riformisti in Senato. "A nessuno può sfuggire quanto l'auspicio di un accordo tra maggioranza e opposizione su un'agenda di riforme strida con l'arroganza di un premier che ha esasperatamente personalizzato l'azione del suo governo. Sarebbe una vera alchimia, troppo persino per Napolitano", ha detto Bonfrisco in una nota in cui si auspica, piuttosto che un accordo politico, l'intervento della Corte costituzionale. "Trovo a questo punto molto più onesto e coerente lasciare alla Corte costituzionale la possibilità di esprimersi su una legge che le Camere hanno approvato soltanto pochi mesi fa". Sempre dal fronte di Forza Italia, Daniela Santanchè ha definito Napolitano "partigiano" di Renzi, a sua volta affetto da "deliri di onnipotenza".  

 

Ma anche da sinistra le reazioni alle remore espresse da Napolitano sul ballottaggio sono caute. Andrea Marcucci (Pd), intervistato da Repubblica, ha dichiarato che il partito è pronto a discutere alla riforma dell'Italicum ma con alcuni "punti fermi": "La legge elettorale deve garantire una maggioranza e un governo e la sera del voto si deve sapere chi ha vinto". Sul 'Bersanellum' proposto dalla minoranza pd, Marcucci spiega: "Non rispetta quel punto fondamentale, non è possibile che esca una maggioranza, almeno con i numeri di oggi che dividono esattamente in tre l'elettorato italiano tra Pd, 5 stelle e centrodestra. Ci dimostrino che si genera stabilità e se ne può parlare, perché ad esempio il collegio uninominale mi convince molto. Ma la realtà - conclude l'esponente Pd - dice che non è realizzabile in questa fase". A sposare in toto le dichiarazioni di Napolitano è invece Ncd. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano si è detto favorevole al "premio alla coalizione e non alla lista" e ha ribadito che "bisogna eliminare il ballottaggio. Sarebbero un buon punto d'approdo".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi