cerca

Non solo Maroni. Ora c’è anche il veneto Zaia: “Non passa lo straniero”

“Mercoledì prossimo vengo a Roma per un’audizione in Parlamento e lo dirò chiaro: la tragedia dell’immigrazione rivela la superficialità e l’inadeguatezza del governo”, dice Luca Zaia, presidente leghista del Veneto da poco rieletto per un secondo mandato con il 50,8 per cento dei voti.

10 Giugno 2015 alle 20:14

Non solo Maroni. Ora c’è anche il veneto Zaia: “Non passa lo straniero”

Luca Zaia (foto LaPresse)

Roma. “Mercoledì prossimo vengo a Roma per un’audizione in Parlamento e lo dirò chiaro: la tragedia dell’immigrazione rivela la superficialità e l’inadeguatezza del governo”, dice Luca Zaia, presidente leghista del Veneto da poco rieletto per un secondo mandato con il 50,8 per cento dei voti. “Chi non aiuterebbe delle persone che fuggono dalla guerra e dalla morte? Tutti lo faremmo. Ma qui per insipienza e sciatteria, pressapochismo e faciloneria di Renzi e di Alfano, dalla solidarietà si rischia di passare alla diffidenza. Trovo scandaloso che il governo affronti questo tema così delicato dicendo che il flusso degli immigrati nel nostro paese è un fatto ‘straordinario’. E’ scandaloso che lo dicano perché non c’è niente di straordinario, era tutto prevedibile, effetto della assoluta noncuranza”.

 

Si spieghi meglio. “Nel 2011 sbarcarono 62.925 immigrati. Poi si fecero i centri di accoglienza in Libia e i respingimenti. Così, nel 2013 il flusso si era ridotto a 13 mila unità. Poi la politica ha cominciato a disinteressarsi, e nel 2013 sono diventati 42 mila, nel 2014 quadruplicati a 170 mila, e nei primi sei mesi di quest’anno siamo già a 56 mila, cioè il 10 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fronte a questi dati non puoi dire, come fa Renzi, che si tratta di un’emergenza. Devi soltanto ammettere di non aver fatto nulla. La verità è che non c’è una politica dietro il dramma dell’immigrazione, non c’è un piano, non c’è un’idea”.

 

Renzi dice che ne fate un derby ideologico, voi della Lega. “Guardi che chiuderemo l’anno con oltre 200.000 immigrati in Italia. E io li chiamo ‘immigrati’, e non rifugiati, perché in media, dopo un anno di controlli solo un terzo delle persone hanno diritto a restare. Gli altri non hanno diritto, ma restano comunque”.

 

E allora Zaia spiega che “nel 2014, dei 170 mila sbarcati, solo uno su tre è stato riconosciuto come rifugiato. Significa che ci siamo portati a casa, soltanto l’anno scorso, 100.000 clandestini. Le pare una cosa civile? La situazione è fuori controllo. Stiamo africanizzando l’Italia. E guardi che io non sono razzista, io sono per l’apertura e lo scambio, per le società globalizzate. Ma la penso come Tony Blair, che ha sempre sostenuto la necessità d’integrare mantenendo forte l’identità culturale e nazionale del paese che ospita. Ma per essere forte, devi saper regolare i fenomeni. Qui noi non siamo in grado nemmeno di gestire dei flussi, veniamo invasi e non sappiamo regolare gli accessi. E come si fa a integrare se ci sono duecentomila clandestini in giro?”.

 

Cosa non funziona? “E’ semplicemente assurdo il principio per cui si debba portare uno straniero in italia e verificare, nel corso di un anno, se per caso costui ha il diritto a restare in qualità di rifugiato”. E come si dovrebbe fare? “Vanno aiutati a casa loro, vanno fatti i campi di accoglienza laddove i flussi migratori hanno origine, e vanno effettuati i respingimenti dei barconi. Adesso con la missione navale europea venire in Italia, da clandestini, è facilissimo”.

 

Partono dalla Libia, ma in Libia c’è una situazione ingovernabile, la guerra civile, nessun chiaro interlocutore con il quale prendere accordi. Come si fa a costruire dei campi? “Ma non è vero. Abbiamo costruito campi di questo tipo nel Darfur, e persino in Afghanistan, con la guerra. La verità è che il governo non sa dove sbattere la testa. Renzi parla tanto. Ma in sei mesi di presidenza italiana dell’Unione europea cosa ha ottenuto? La stessa comunità internazionale che ha bombardato Gheddafi oggi dovrebbe dar vita ai campi d’accoglienza. E invece no. Anzi. La Francia, che cominciò quella guerra con Sarkozy, adesso ha bloccato i flussi e ha detto che non si prende nemmeno un immigrato. Non mi sembra un grande successo di Renzi”.
Con Roberto Maroni e Giovanni Toti, i presidenti di Lombardia e Liguria, anche Zaia ha dichiarato che non intende più accogliere immigrati nella sua regione. “Noi il nostro l’abbiamo fatto. Perché devo pagare io l’incapacità del governo, sapendo poi che due su tre di questi immigrati sono certamente clandestini. L’11 per cento della popolazione veneta è oggi composta da immigrati, così come all’incirca in Emilia e nel Lazio. In Lombardia la percentuale sale al 21 per cento. Nelle restanti regioni italiane il rapporto si ferma invece, all’incirca, intorno al 3 per cento. Mi pare evidente che noi abbiamo già dato. Ora basta”.
Ma la regione non ha strumenti tecnici, gli immigrati vengono distribuiti dal governo centrale. “Sarò severissimo nei controlli. In regione abbiamo delle leve sanitarie, e le userò tutte. Mi sono scocciato. Dico di no, e lo dirò anche in Parlamento la settimana prossima. Basta. E guardi che quello che dico io lo pensano anche i sindaci di sinistra della mia regione”.

 

[**Video_box_2**]Felice Casson, candidato sindaco del Pd a Venezia, le ha già dato praticamente ragione. “Lo so. Ma al governo nazionale ci sono loro, e allora mi viene da dire che fanno i furbetti, questi del Pd. La politica dei due forni. Noi subiamo delle specie di blitz del ministero dell’Interno che ci scarica questa gente, senza dirci nulla, persino io vengo a saperlo dai giornali. Portano gli immigrati a Eraclea, a Bibbiona, sul nostro litorale, nelle nostre località balneari, che vivono di turismo. Ma vi pare logico, naturale, giusto? Se ci sono sindaci favorevoli ad accogliere altri immigrati che lo dicano, che dicano che sono disposti a farsi carico del problema. Ma non ce ne saranno. Siamo saturi”.

 

C’è anche un po’ di campagna elettorale dietro tutta questa faccenda, dietro i toni esasperati della Lega, di Salvini e di Grillo. “Guardi che io queste cose le dicevo già nel 2011. Ero già presidente del Veneto e dissi chiaro che non avevo nessuna intenzione di gestire i flussi. E governava Berlusconi, non Renzi”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi