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Benvenuto Italicum

La vittoria di Renzi, il peso del dissenso e una legge che può funzionare. Con tutta l’opposizione contro, il voto segreto, l’Aventino, la minoranza imbestialita, l’Italicum ha ottenuto 334 voti, 18 in più dei voti necessari per avere la maggioranza alla Camera, 61 voti in dissenso: il premier dunque fa bene a esultare.

5 Maggio 2015 alle 06:15

Benvenuto Italicum

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (foto LaPresse)

L’Italicum è una buona legge elettorale che Renzi ieri ha portato a casa a forza di spallate e che nella più complicata delle condizioni possibili per il governo ha prodotto un risultato che va considerato sia dal punto di vista dei numeri sia dal punto di vista della politica. Con tutta l’opposizione contro, il voto segreto, l’Aventino, la minoranza imbestialita, l’Italicum ha ottenuto 334 voti, 18 in più dei voti necessari per avere la maggioranza alla Camera, 61 voti in dissenso (42 arrivano dal Pd, 10 dal gruppo misto, 9 sono ex 5 stelle) e Renzi dunque fa bene a esultare: in queste condizioni, incassare la legge elettorale è un risultato importante e le opposizioni sono riuscite a mettere in campo un gesto che alla fine è solo dimostrativo.

 

La vittoria di Renzi c’è, e al netto dei no e dell’Aventino e dell’opposizione in rivolta, è rotonda. Toccherà gestirla e non far finta che non esista un problema nel Pd (soprattutto al Senato, dove i numeri ballano), ma ciò che si può dire oggi è che l’Italicum è esattamente la legge che Renzi sogna di fare da sempre: ballottaggio sul modello dei sindaci, premio di maggioranza, fine dei governi di grande coalizione (a condizione che prima si riformi il Senato) e governabilità per chi arriva primo. E’ una legge che potrebbe funzionare, che ha nel suo Dna la possibilità di imporre un sistema bipartitico (premio alla lista) ed è vero che è una legge che a oggi favorisce il Pd ma forse è anche l’unica legge (premio alla lista) grazie alla quale il centrodestra potrebbe avere la tentazione di costruire un’alternativa al renzismo che non sia parente stretta dell’Unione prodiana. Due grandi partiti-liste che si contendono il paese e chi vince governa. Se sarà questo, allora sì: benvenuto Italicum.

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