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Il jihadismo politico è uscito dallo schermo

Adriano Sofri

L’Europa della clausura pandemica non ha eccitato i suoi terroristi, eppure, che grande occasione. Anche nella quasi permanente rivoluzione francese non ha trovato un piatto ricco. Ci si può augurare soprattutto che l’islam indisposto ai fanatismi incontri un vento favorevole

Vorrei accennare a un tema che merita la migliore attenzione. Il jihadismo politico, l’estremismo islamista – non ripeterò la distinzione fra islamico e islamista – dopo aver occupato a più riprese l’intero schermo, dall’11 settembre di Manhattan allo Stato islamico di Raqqa e Mosul, a imprese afghane e indonesiane più attutite – ne è quasi del tutto uscito. L’Europa della clausura pandemica non ha eccitato i suoi terroristi, eppure, che grande occasione. Anche nella quasi permanente rivoluzione francese non ha trovato un piatto ricco, e non ci ha neppure provato. Quanto alla guerra d’Ucraina, gran guerra fra tanti suoi nemici giurati, ha rinunciato a introdursi, eppure non erano mai stati così vulnerabili.

Si può pensare che quando nella rissa entrano bulli da 6000 bombe atomiche i topi scappino – almeno finché non ce l’hanno ancora. Oppure che i manovratori, ricchi e poveri, li stiano tenendo a bada, per amministrare meglio i loro patrimoni e la persecuzione delle loro schiave. Si può augurarsi soprattutto che l’islam indisposto ai fanatismi incontri un vento meno sfavorevole. Ma è buffa questa voglia di dimenticarsi della nottataccia cinque minuti dopo aver preso il solito caffè. Frustrazione e ambizione che nutrirono le imprese dell’Isis sono appena messe a cuccia, e le bastonate ricevute sono pazientemente segnate sul registro delle loro entrate e uscite. Il rogo del Corano da parte del nuovo svedese e dei suoi accompagnatori sembra non curarsene.

E anche i commenti. Anch’io sono combattuto. Ho voglia di ammirare un paese che non se la sente di proibire l’atto di un suo cittadino benché sappia di pagarne un costo altissimo, e nel momento in cui sta giocandosi la sua collocazione internazionale. E ho voglia di deplorare il malinteso su una libertà di manifestazione del proprio pensiero che si compiace dell’offesa provocata a tante e tanti senza colpa. E’ opportuno che certi scandali avvengano, non tutti.

In Italia non sarebbe possibile, forse per una migliore saggezza, ma anche, temo, per una peggiore viltà e ipocrisia.

Come che sia, la prossima puntata dell’insorgenza jihadista, altra cosa dalle ambasciate svedesi assaltate dai regolari plotoni sadristi, saprà far tesoro delle immagini di Stoccolma. Una scintilla può incendiare la prateria, figuriamoci il rogo, replicato, del Corano.

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