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Non in nome mio

"Attenzione, stiamo entrando assolutamente in un regime di violenza e di prepotenza". La denuncia di Andrea Camilleri contro il trasferimento coatto dei migranti di Castelnuovo di Porto

26 Gennaio 2019 alle 06:17

Non in nome mio

Andrea Camilleri (foto LaPresse)

“Ci tengo, quale cittadino italiano, a dire questa frase: NON IN NOME MIO. Mi spiego meglio. Lo sgombero avvenuto a Castelnuovo di Porto di una comunità di 535 migranti che erano riusciti perfettamente a integrarsi nella società italiana, con i bambini che da due anni frequentavano le scuole italiane, con gente che lavorava e pagava le tasse in Italia, ebbene questo sgombero è persecutorio, cioè a dire: Attenzione, stiamo entrando assolutamente in un regime di violenza e di prepotenza. Non solo di “difesa contro l’emigrazione”, oscena, perché i porti devono essere aperti a tutti, mai chiusi, perché i porti spesso sono la riva sognata da gente, da migliaia di persone. Gli si chiude la porta in faccia. Non solo: si comincia a perseguitare coloro che ormai sono italiani, integrati perfettamente. Questa è un’ossessione, rendetevene conto. NON IN NOME MIO. Io mi rifiuto di essere un cittadino italiano, complice di questa nazista volgarità”.

 

(Andrea Camilleri, in un video su Fanpage, 24 gennaio, un qualunque giorno per la memoria).

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    27 Gennaio 2019 - 12:12

    I virgolettati sono di Camilleri da"Questo mondo sgualcito"DeMartino che intervista "Uno su mille crede in Berlusconi..bè l'idiota del villaggio c'è sempre";Lenin"Se ne avesse avuto il tempo..."(meno male),da cui"Più tardi ci sono state delle azioni riprovevoli ma non mi riferisco ai gulag,...voglio precisare che i gulag non furono campi di sterminio;Solgenitzin tanto per fare un nome,con i nazisti non sarebbe sopravvissuto". Wow invece il"gulag"è diventato (sempre a suo nome)Castelnuovo di Porto?Eppure ce l'aveva da anni il CARA di Mineo (CT)a portata di Sicilia (non gulag ma certo "piazza "di caos buona per tutte le porcherie). Ora ci possono essere delle condizioni particolari alle quali si può ricorrere per essere meno rigidi ma,di nuovo, aprire bocca per dire"Italia a forma di Gulag",è francamente una corazzata Potiomkin (Potemkin ma italianizzato). Ricordo da un TG il Nostro fumante in aeroporto di Parigi e non sembrava affatto l'ottimo S.Pertini ma"un finto deportato a Parigi"

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