Il Pontefice ha celebrato la messa con il clero della Pennsylvania nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Maggioranza creativa

Matteo Matzuzzi
Una delle grandi sfide della Chiesa in questo momento, ha osservato Francesco, “è far crescere in tutti i fedeli  il senso di responsabilità come discepoli missionari, come fermento del Vangelo nel nostro mondo”. In conclusione, l'invito a pregare per le "decisioni del prossimo Sinodo".

Philadelphia. Quando Caterina Drexel, “una delle grandi sante che questa Chiesa locale ha dato”, parlò a Papa Leone XIII “della necessità delle missioni, il Papa – era un Papa molto saggio – le domandò intenzionalmente: ‘E tu? Che cosa farai?’. Quelle parole cambiarono la vita di Caterina, perché le ricordarono che in fondo ogni cristiano, uomo o donna, ha ricevuto una missione. Ognuno di noi deve rispondere come meglio può alla chiamata del Signore per edificare il suo Corpo, la Chiesa”. Inizia con una domanda, “E tu?”, l’omelia che Francesco ha tenuto nella cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Paolo, davanti al clero, alle religiose e ai religiosi della Pennsylvania. “Quanti giovani nelle nostre parrocchie e scuole hanno i medesimi alti ideali, generosità di spirito, e amore per Cristo e la Chiesa”. Ma “li mettiamo alla prova? Diamo loro spazio e li aiutiamo a realizzare il loro compito? Troviamo il modo di condividere il loro entusiasmo e i loro doni con le nostre comunità, soprattutto nella pratica delle opere di misericordia e nell’attenzione agli altri?”.

 

Una delle grandi sfide della Chiesa in questo momento, ha osservato Francesco, “è far crescere in tutti i fedeli  il senso di responsabilità come discepoli missionari, come fermento del Vangelo nel nostro mondo”. E questo, ha detto il Papa, “richiede creatività per adattarsi al mutare delle situazioni, trasmettendo l’eredità del passato, non solo attraverso il mantenimento delle strutture ma soprattutto aprendosi alle possibilità che lo Spirito ci fa scoprire e mediante la comunicazione della gioia del Vangelo, tutti i giorni e in tutte le fasi della nostra vita”.

 

“Pregate per le decisioni del Sinodo”


Noi, ha sottolineato ancora il Pontefice, “sappiamo che il futuro della Chiesa, in una società che cambia rapidamente, esige già fin d’ora una partecipazione dei laici molto più attiva. La Chiesa degli Stati Uniti ha posto sempre un grande impegno nella catechesi e nella educazione. La nostra sfida di oggi è costruire su quelle basi solide e far crescere un senso di collaborazione e di responsabilità condivisa nella programmazione del futuro delle nostre parrocchie e istituzioni. Questo non significa rinunciare all’autorità spirituale che ci è stata conferita; piuttosto, significa discernere e valorizzare sapientemente i molteplici doni che lo Spirito effonde sulla Chiesa”. In modo particolare, ha aggiunto, “significa stimare l’immenso contributo che le donne, laiche e religiose, hanno dato e continuano a dare alla vita delle nostre comunità”.

 

[**Video_box_2**]Il Papa ha poi parlato dell’Incontro mondiale delle famiglie, che si concluderà domani con la messa da lui celebrata al Franklin Parkway di Philadelphia: “Vi chiederei di riflettere sul nostro servizio alle famiglie, alle coppie che si preparano al matrimonio e ai nostri giovani. So che nelle vostre chiese particolari si sta facendo tanto per rispondere alle necessità delle famiglie e sostenerle nel loro cammino di fede”. Con un accenno al Sinodo ordinario ormai imminente, ha chiesto di pregare per le famiglie e “pure per le decisioni del prossimo Sinodo”.

  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.