Papa Francesco (foto LaPresse)

Non solo clima

La significativa visita del Papa alle suore che dal 2012 combattono contro l’Amministrazione Obama

Washington. Mercoledì Papa Francesco ha fatto vista alle Little Sisters of the Poor, le suore che nel 2012 hanno iniziato una battaglia legale contro l’Amministrazione Obama, che ha imposto a tutti le istituzioni, incluse quelle religiose, di offrire ai dipendenti l’accesso gratuito a contraccettivi e servizi abortivi. Per le piccole sorelle si trattava di un’inaccettabile violazione della propria coscienza informata dalla fede. Quando Obama ha concesso un piccolo accomodamento alla legge, trasferendo i costi della copertura dai datori di lavoro alle compagnie assicurative, le suore non hanno ritirato la querela, svelando lo stratagemma dalle gambe corte dell’Amministrazione. La Corte d’appello ha stabilito che il regolamento non rappresenta un “sostanziale impedimento” al loro libero esercizio della religione, ma nemmeno a quel punto le suore hanno ceduto.

 

Il portavoce della Santa Sede, Padre Lombardi, ha detto che “la breve visita non era in programma” e che è “chiaramente un segno del suo sostegno nei loro confronti”, un’implicita “conferma della posizione dei vescovi degli Stati Uniti”, che sono in prima linea nella battaglia per una reale protezione della libertà religiosa. Usa Today l’ha chiamata una “protesta silenziosa” contro le leggi che minano la “più amata delle libertà americane”, proteggendo i diritti delle istituzioni religiose soltanto nella misura in cui non interferiscono con l’ordinamento civile.

 

Più di molte prese di posizione
Nel discorso al Congresso ha dedicato soltanto un’allusione al tema, quando ha parlato di “rispetto per le nostre differenze e per le nostre convinzioni di coscienza”, ma per un Papa callejero più abituato a predicare con l’esempio che con i discorsi, l’improvvisata visita vale più di molte prese di posizione a parole. Il capo della conferenza episcopale, Joseph Kurtz, ha spiegato che “l’ultima cosa che le suore vorrebbero è querelare qualcuno, vorrebbero semplicemente servire i poveri e gli anziani, e vogliono farlo in modo che questo non entri in conflitto con le loro convinzioni”, cosa impossibile se “la libertà religiosa viene interpretata in questo modo riduttivo”, come lo stesso Kurtz aveva già detto in precedenza.

 

[**Video_box_2**]Quella di Francesco è stata una visita minore, laterale, ma enorme dal punto di vista simbolico, specialmente in una giornata di incontri istituzionali in cui il gioco dei media è stato quello di sottolineare i temi su cui si può tracciare una convergenza politica fra la Santa Sede e la Casa Bianca: la povertà, i cambiamenti climatici, i rifugiati, la diplomazia del disgelo con Cuba.

 

Ma Francesco nel suo breve discorso alla Casa Bianca è partito proprio dalla libertà religiosa, invocando la logica secolarizzata della società “tollerante ed inclusiva” per chiedere, a nome dei cattolici d’America, “sforzi per costruire una società giusta e sapientemente ordinata rispettino le loro preoccupazioni più profonde e i loro diritti inerenti alla libertà religiosa”.