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L’antisemitismo divampa in Olanda, il paese di Anne Frank

Slogan come “sporco ebreo” possono essere ascoltati in tutto il paese, così come la negazione dell’Olocausto è diventato prassi comune assieme a violente proteste contro Israele. “Tra il 50 e il 60 per cento degli ebrei ortodossi sono già partiti per Israele”.

21 Aprile 2016 alle 06:16

L’antisemitismo divampa in Olanda, il paese di Anne Frank

L’odio per gli ebrei domina le strade dei Paesi Bassi. Slogan come “sporco ebreo” possono essere ascoltati in tutto il paese, così come la negazione dell’Olocausto è diventato prassi comune assieme a violente proteste contro Israele. “Tra il 50 e il 60 per cento degli ebrei ortodossi intorno alla mia età sono già partiti per Israele”, ha detto Guy Muller del Centro di Informazione e Documentazione su Israele. La situazione per la comunità ebraica olandese è diventata così preoccupante che il rabbino capo olandese, Benjamin Jacobs, ha detto che “la gente sta discutendo di rimuovere le Mezuzah (l’astuccio che gli ebrei appendono agli stipiti delle porte) dal momento che li identificano come ebrei”.

 

Un articolo del Foglio del 2010 aveva già spiegato che saremmo andati in questa direzione. Una “fuga da Amsterdam”. E pensare che nel 1973 le nazioni arabe imposero il boicottaggio petrolifero totale contro i Paesi Bassi, colpevoli, secondo loro, di aver favorito Israele prima, durante e dopo la guerra del Kippur. Al tempo, le chiese olandesi raccoglievano fondi per i villaggi israeliani. In seno alla Cee, l’Olanda favoriva i prodotti agricoli israeliani e il governo olandese si offriva di costituire un centro di transito per i profughi ebrei provenienti dai paesi dell’Est. Ma di quell’Olanda oggi non è rimasta traccia. Siamo tornati all’indifferenza pilatesca che portò al tradimento di Anne Frank.

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