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L’Europa prende lezioni di libertà di parola da Erdogan?

C’era da immaginarselo. Jan Böhmermann, il comico tedesco che ha deriso Erdogan in tv, è finito sotto scorta. Il sultano plebiscitario Erdogan si è personalmente scomodato per depositare la sua denuncia contro il comico presso la procura di Magonza.

14 Aprile 2016 alle 06:18

L’Europa prende lezioni di libertà di parola da Erdogan?

C’era da immaginarselo. Jan Böhmermann, il comico tedesco che ha deriso Erdogan in tv, è finito sotto scorta. Il sultano plebiscitario Erdogan si è personalmente scomodato per depositare la sua denuncia contro il comico presso la procura di Magonza. Böhmermnann ha intanto cancellato le sue prossime apparizioni sulla tv pubblica tedesca Zdf, che ha mostrato poco coraggio, per usare un eufemismo, cancellando il video incriminato. Dopo che Angela Merkel ha avallato l’ira turca definendo “un insulto” la poesia del comico, ieri Peter Tauber, secretario della Cdu, ha rincarato la dose: “In una democrazia dobbiamo seguire le regole e una di queste regole è che offendere un capo di stato straniero è punibile dalla legge”.

 



 

Strano concetto di libertà di espressione, specie quando questa finisce sotto attacco da parte di un paese, la Turchia, che da tempo incarcera giornalisti e vignettisti. Il grande pianista Fazil Say ha dichiarato che “in Turchia la gente ha paura, le persone quando scrivono su Facebook si autocensurano e ormai difendere la libertà è un delitto”. E sarebbe questo il capo di stato straniero da cui l’Europa di Galileo, di Voltaire e dell’illuminismo scozzese dovrebbe prendere lezioni sulla libertà di parola? C’è da chiedersi perché non scatti la reazione “Je suis Böhmermnann”. Non è che Erdogan ci tiene per le palle?

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