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Se il lettore non va all'edicola, il giornale va a domicilio

Grazie al portale “Prima edicola” ci si può far consegnare gratuitamente a casa il proprio quotidiano dall'edicolante di fiducia

9 Aprile 2020 alle 13:53

Pandemia e giornali d'asporto

(foto LaPresse)

Sono state riconosciute come operatori economici essenziali, fornitori cioè di un servizio pubblico. Per questo, anche nelle difficili settimane di quarantena, le edicole hanno continuato a svolgere il loro lavoro, magari non in primissima linea come medici e operatori sanitari, ma facendo la loro parte perché chiunque potesse colmare quella bulimia informativa che sempre le grandi emergenze si trascinano dietro. 

 

E così, facendo coincidere necessità e virtù, i limiti stringenti alla mobilità delle persone con il dilatamento sempre maggiore del loro tempo libero potenzialmente destinabile a quella che Hegel ha definito “la preghiera del mattino dell'uomo moderno”, anche le edicole hanno deciso di sperimentare la consegna a domicilio. Un’operazione resa possibile da m-dis Media Distribuzione S.p.A, che in seguito al dpcm dell’11 marzo ha implementato il proprio portale Prima Edicola.it per permettere ai rivenditori di essere contattati direttamente dal cliente, e così provvedere in prima persona alla distribuzione di quotidiani, magazine, riviste di settore e rubriche di enigmistica (che in questo periodo vanno per la maggiore). Ma anche giochi e beni per l'intrattenimento dei bambini.

 

Funziona così. Dopo essersi geolocalizzati sul portale Prima edicola è possibile vedere quali sono le edicole nelle vicinanze che effettuano consegne a domicilio (sono evidenziate con un pallino blu rispetto alla generalità degli operatori individuati con un indicatore rosso), e le si può direttamente contattare per concludere l’ordine telefonicamente. “Riceviamo chiamate di prima mattina, poi provvediamo a distribuire direttamente noi entro un paio d’ore, in un raggio di massimo un chilometro”, spiega al Foglio un edicolante romano del Quartiere africano aderente all’iniziativa. “Per adesso i clienti sono principalmente persone anziane”. La consegna a domicilio è gratis, “almeno per questa fase emergenziale. Poi è da valutare se porteremo avanti l’iniziativa o meno”. “Noi facciamo consegne ai clienti storici, affezionati lettori di quotidiani, sempre in un range che va dall’isolato ai massimo 5-600 metri di distanza” racconta un edicolante del quartiere San Salvario di Torino. “Non essendoci un servizio di distribuzione esterno siamo noi a dovercene fare carico e di solito lo facciamo in chiusura”.

 

La piattaforma quindi punta principalmente su un bacino di lettori che ha più scarsa dimestichezza con il digitale, è affezionata al cartaceo, e in quanto soggetto anagraficamente più fragile punta a ridurre all’osso qualsiasi tipo di esposizione prolungata all’aperto. Forse anche spaventata dalle multe affastellate nelle ultime settimane nei confronti di chi diceva di andare a comprare il giornale in edicola: l’ultima in Friuli un paio di giorni fa.

Luca Roberto

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