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Monde de plume

Un ritorno sulle passerelle della moda. Le donne le adorano: nelle occasioni ufficiali le portano da seicento anni. Prima erano prerogativa del maschio. Anzi, del soldato

6 Febbraio 2017 alle 09:26

Monde de plume

Anche piume di pavone per la marchesa Luigia Casati nel ritratto di Giovanni Boldini (1842-1931)

E all’improvviso, sulle strade, nei musei e sulle passerelle che fanno scuola e tendenza, Valentino e Prada in testa, sono ricomparse le piume. Festoni a contrasto su gonne da signora perbene, ricami complessi con tecniche antiche, boa da drag queen, simulacri di penne in nylon e cristalli, pendagli, charm e gri gri scaramantici da borsetta. Una pattuglia di Wande Osiris con o senza i boys, dee cacciatrici modello figurine Liebig primi Novecento che poi sono alla base del nostro immaginario...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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