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La banca del pianto

Da sempre al centro dei giochi politico-finanziari, ora JP Morgan soffre per la sconfitta su Montepaschi

2 Gennaio 2017 alle 10:33

La banca del pianto

John Pierpont, archetipo del grande banchiere, divenne il re di Wall Street. Il disegno, di Albert T. Reid, risale al periodo tra il 1895 e il 1905

I toni sono particolarmente intensi e calorosi. Non solo un grande grazie “per il lavoro straordinario che avete fatto per sistemare la più vecchia banca del mondo, il Monte dei Paschi di Siena”, ma il ricordo di legami che hanno scritto la storia, cento anni di rapporti con l’Italia e oltre due secoli durante i quali i clienti “si rivolgono alla nostra azienda in tempi turbolenti”. Jamie e Daniel, come si sono firmati Dimon e Pinto il numero uno della...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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