Michele Emiliano - foto Ansa

Lettere

Prima che politico, Emiliano è magistrato: Csm, batti un colpo!

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - La guerra, si sa, è totalizzante per le dinamiche che innesca, materiali e immateriali, nella società che ne è coinvolta, si tratti dell’aggressore (Russia e autocrazie varie) o dell’aggredito (Ucraina e occidente liberal-democratico). Determinante, allora, è il grado di consapevolezza con cui una comunità patriottica, nazionale e statuale risponde a un contesto di guerra con una mobilitazione anche culturale. Al riguardo, l’occidente sembra essere dominato da una spinta a rinnegare la propria storia, rinchiudendosi in un presente senza passato. All’opposto, Russia e Cina (e non solo) fanno delle proprie rispettive visioni della storia gli strumenti di giustificazione dell’attacco alla civiltà occidentale: Putin, con i rimandi continui al passato imperiale degli Zar e dell’Urss staliniana; Xi Jinping, parlando di un risorgimento della nazione cinese che, in continuità ideale con il glorioso Impero sinico del Centro, scalzi la rivoluzione culturale maoista sinonimo di cancellazione della storia pre-rivoluzionaria della Cina. Entrambi praticano il passato per riscriverlo a modo loro, s’intende: i sistemi statuali, informativi e pedagogici russi e cinesi sono impastati di storia. Noi, invece, tendiamo a cancellarla. Non dobbiamo certo imitare russi e cinesi nel rapporto con il passato. Ma proprio per questo domando: non sembra anche a lei – direttore – che sia urgente che i più valenti intellettuali italiani ed europei non rinuncino a familiarizzare con la storia nostra e del mondo secondo il miglior canone del pensiero storiografico e politico occidentali, di fronte a uno scenario in cui la guerra nel cuore dell’Europa rischia di trasformarsi in una guerra europea? 
Alberto Bianchi

Ci vorrebbe, certo. E per farlo sarebbe sufficiente prendere sul serio le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo. Questa è la sintesi fatta dal Servizio studi del Senato: “Il Consiglio europeo ha ribadito la determinazione a fornire tutta l’assistenza militare necessaria e a sostenere ‘la riparazione, la ripresa e la ricostruzione’ del paese. Viene fatto esplicito riferimento alla possibilità di ‘destinare a beneficio dell’Ucraina (…) le entrate straordinarie derivanti dai beni russi bloccati’. Si sollecitano la ‘piena ed effettiva attuazione delle sanzioni’ nonché il rafforzamento delle stesse. Si è rivolto l’invito alle ‘parti terze’ a cessare ogni sostegno materiale alla guerra di aggressione russa e si è ribadito sostegno a Repubblica di Moldavia e Georgia per rispondere alle sfide che entrambe si trovano ad affrontare per effetto delle azioni della Russia”. Avanti così.
 



Al direttore - Emiliano ricorda di avere portato Decaro nella casa della sorella del boss Capriati, Decaro non ricorda di essere stato nella casa della suddetta, la suddetta nega di conoscere Emiliano e Decaro: “Noi siamo la nostra memoria, noi siamo questo museo chimerico di forme incostanti, questo mucchio di specchi rotti” (Jorge Luis Borges, “Cambridge, 1969”, in “Il libro di sabbia”, 1975).
Michele Magno

Fino a prova contraria, Michele Emiliano è, prima ancora che un politico, un magistrato. Ha tenuto così tanto a mantenere il suo ruolo da magistrato al punto di aver violato una legge già in vigore che non permette a un magistrato di partecipare in maniera sistematica e continuativa alla vita di partito. Ci si chiede perché allora, in qualità di magistrato, l’organo che dovrebbe occuparsi di valutare le azioni dei magistrati continui a considerare le esternazioni del magistrato Emiliano come se fossero dichiarazioni di un soggetto estraneo alla magistratura. Csm, se ci sei batti un colpo.

Di più su questi argomenti: