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Salvini, e dove lo trova un altro come Gigi? Chi sono i gonzi e chi i Gozi

Le lettere al direttore del 3 agosto 2019

3 Agosto 2019 alle 06:00

Al direttore - Il tonno: ma mi lasciate solo per 38 giorni?

Giuseppe De Filippi


 

Al direttore - Lasciamo perdere l’idiotismo grillino, le sparate sovraniste di Salvini, possibile che Calenda si lasci andare a grossolane critiche a Gozi chiamato al ruolo di consulente del governo francese? Serve ricordare che uomini con una formazione di centro-sinistra collaborarono con il conservatore Nicolas Sarkozy facendo parte della commissione Attali con il compito di elaborare riforme per stimolare crescita e competitività della Francia? La Francia! Un paese amico e alleato. A raggiungere vette di stupidità non è Gozi vorrei dire a Calenda. Un minimo di serietà si imporrebbe.

Umberto Ranieri

 

Capisco il punto, ma una commissione non è un governo e un politico che ha lavorato per difendere l’interesse nazionale di un paese e che va a lavorare per difendere l’interesse nazionale di un altro paese dà al partito dei gonzi buoni argomenti per sfoderare armi di distrazione di massa.


  

Al direttore - Il vero motivo per cui Salvini non rompe con Di Maio? Andiamo al sodo: a Costituzione, regolamenti parlamentari, struttura dei corpi intermedi e struttura apicale della Pa, immutati, continueremo ad aeterno, a pestar l’acqua nel mortaio. Un governo vale l’altro. Nel 2011 andò come andò, per i motivi di cui sopra. Il progetto di Casaleggio senior, per una democrazia diretta, è la proposta alternativa a quei motivi. Cogitate pueri. Girarci intorno non risolve nulla.

Moreno Lupi

 

E poi, diciamolo, dove lo trova Salvini un altro come Di Maio?


 

Al direttore - Questa cosa che la destra, sulla riforma della giustizia, sarebbe la parte garantista della coalizione, ma ne vogliamo parlare?

Luca Martini

  

Quando ogni migrante diventa un criminale fino a prova contraria, quando ogni sospetto contro le ong diventa una prova fino a prova contraria, quando lo stato di diritto viene calpestato per aggredire gli avversari politici, quando un partito sceglie di votare sì a una legge che abolisce la prescrizione il garantismo automaticamente diventa uno spassoso gargarismo.


 

Al direttore - Sinora i giri di valzer, rispetto alla nascita di nuovi partiti, non sembrano portare idee. Io non so se il partito potenziale di centro potrà contare sul 10 o 15 per cento, ma in Italia l’elettorato moderato non ha punti di riferimento. In Francia le vicende del partito gollista con Fillon hanno visto l’arrivo di Macron: qui invece i politici moderati discettano, ma senza arrivare a un progetto, salvo litigare tra di loro.

Giovanni Attinà

  

Basterebbe avere partiti di opposizione all’altezza delle loro sfide. Ma fino a quando saranno i partiti di governo ad avere l’esclusiva su temi come immigrazione e tasse le opposizioni potranno raccogliere tutte le firme che vogliono contro Salvini ma Salvini inevitabilmente continuerà a trionfare.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    03 Agosto 2019 - 08:08

    Stimato Cerasa, sono orgoglioso d’essere un attento fogliante dal primo numero, e dunque non le sara’ difficile pescare negli archivi l’editoriale del Fondatore nel quale il sempre lucidissimo Giuliano ha ammesso essere stata la scelta di Mattarella un imperdonabile errore del gia’ Royal Baby. Ho avuto l’onore di frequentare politicamente e istituzionalmente Giuliano Amato per oltre un decennio, e di verificare quanto azzeccato fosse il soprannome di dottor sottile che gli era unanimemente riconosciuto. E dunque oso credere che con il Dottor Sottile al Quirinale lo sciagurato governo giallo verde non sarebbe mai nato. La politica certo lo so bene che non si fa ne’ con i se ne’ con i ma. E tuttavia anche lei ben sa che la politica perdona tutto meno che gli errori. E che gli errori in politica sempre hanno delle conseguenze, purtroppo non soltanto per chi li commette. Renzi, Alfano e Verdini sono usciti di scena. Di Maio e Salvini l’hanno occupata da primattori. O no?

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  • giantrombetta

    03 Agosto 2019 - 08:08

    Non si dovrebbe mai scordare, caro Cerasa, che lo sciagurato contratto del governo attuale e’ politicamente e istituzionalmente figlio del disastro combinato dal contratto Pd/Alfano/Verdini nella precedente legislatura. Quando aggiungo istituzionalmente intendo ricordare che il contratto gialloverde e’ figlio dell’estenuante ( che qualcuno definì pure grottesco) valzer di consultazioni del presidente Mattarella, asceso al colle per volontà di Renzi al punto di rompere il patto del Nazareno, consultazioni prolungate all’indicibile pur di assicurare un governo “nell’interesse dell’Italia e degli italiani”. Un contratto tra due soci elettoralmente avversari con contenuti che sostanzialmente sono la sommatoria di idee e progetti contrapposti. Un governo ancora una volta presieduto, unico caso in Occidente, da un premier non votato da alcun cittadino. Se si scordano queste premesse e’ impossibile comprendere il casino in cui siamo piombati, maggioranza e opposizione comprese.

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