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L’ottimismo di Tria e la festa del Foglio. La criminalizzazione del dissenso

12 Ottobre 2018 alle 06:00

Al direttore - Il governo chiede le dimissioni dell’Italia.

Giuseppe De Filippi

 

Secondo Salvini e Di Maio i “burocrati” che remano contro il governo sono al Mef, Inps, Fmi, Bce, Ragioneria dello stato, Ufficio di bilancio parlamentare, Confindustria, Commissione europea, Oms, Onu, Eliseo, Bankitalia, Abi, agenzie di rating. Qualcuno dà numeri. Qualcun altro dà i numeri. Decidete voi chi.

 


 

Al direttore - Egregio Cerasa, mi duole leggere ancora una volta sulla Sua testata notizie sulla mia persona e sul mio operato lesive della mia dignità e reputazione. Il Vostro editoriale di ieri intitolato “Ma perché Minenna ha un posto al Sole?” impone alcune immediate precisazioni. 1. A tacere dei diritti costituzionali di libera manifestazione del pensiero e di libero dispiegarsi della personalità umana, di cui anche i dipendenti pubblici, quale il sottoscritto, godono, l’art. 53, D. Lgs. n. 165/2001, nel disciplinare il divieto di cumulo di impieghi ed incarichi, esclude da quel novero collaborazioni con giornali, riviste, enciclopedie e simili. 2. Ciò nonostante, mi sono sempre premurato di portare a conoscenza dei miei diretti superiori ogni mia attività editoriale (tra gli altri, per il Corriere della Sera, la Repubblica, l’Espresso, il Financial Times e il Wall Street Journal) che, per regolamentazione e prassi interne, è ammessa quando non attiene a materie di stretto interesse della Consob. 3. Quando si rendono opinioni personali, è buona regola non indicare l’appartenenza dell’autore alla Consob proprio per evitare surrettizi e impropri tentativi di accreditamento presso il pubblico grazie all’affiliazione all’Istituto. Ben diverso è il caso in cui si parli per conto della Consob e ancora diverso il caso in cui si discetti su materie di sua pertinenza, ma non in rappresentanza della stessa: in queste circostanze, è evidentemente necessario specificare tanto l’affiliazione quanto il carattere strettamente personale delle opinioni rese. Sia il sottoscritto sia altri funzionari, dirigenti e membri della Consob si sono sempre attenuti a queste regole senza che ciò abbia mai suscitato alcuna perplessità. 4. Contrariamente a quanto da Voi affermato, né l’ufficio che dirigo né il sottoscritto si sono mai occupati degli accertamenti su un’ipotesi di manipolazione del mercato da parte de il Sole 24 Ore; pertanto, la mia collaborazione con quella testata non crea imbarazzo alcuno.

Laddove lo ritenga opportuno, sono disponibile a un incontro al fine di fornirLe qualsivoglia ulteriore chiarimento su questa vicenda (in aggiunta alla risposta e rettifica che precede, resa ai sensi dell’art. 8, L. n. 47/1948) come pure su altre che nel passato sono state oggetto di Vostre erronee ricostruzioni, con l’auspicio di sgombrare definitivamente il campo da qualsivoglia dubbio che Lei e la Sua redazione nutrono e divulgano sulla mia integrità e sulla correttezza del mio operato. Distinti saluti.

Marcello Minenna

 

In ordine. Punti 1 e 2. Nessuno ha messo in discussione i diritti costituzionali né parlato di violazioni di legge. Si parlava di opportunità e trasparenza, due aspetti che riguardavano il Sole 24 Ore e la Consob (il tema semmai è la carenza di regole interne della Consob), quindi quella del dott. Minenna è un’excusatio non petita. Punto 3. La buona regola è quella di indicare l’appartenenza dell’autore alla Consob e specificare che esprime opinioni personali. E’ una regola che Minenna dovrebbe conoscere, visto che è quella che applica il Financial Times quando pubblica i suoi blog. O all’estero valgono good practices diverse dall’Italia? Punto 4. Contrariamente a quanto compreso da Minenna, non abbiamo mai scritto che lui o il uso ufficio “si sono occupati degli accertamenti su un’ipotesi di manipolazione del mercato da parte del Sole 24 Ore”. Abbiamo scritto che “in Consob a occuparsi dell’indagine sul Sole per manipolazione del mercato è la Divisione mercati, di cui Minenna è dirigente”. Che la collaborazione con una società indagata da una Authority di cui è dirigente non gli crei alcun imbarazzo è questione personale, essendo il senso del pudore molto soggettivo. Ciò che Minenna sembra non aver inteso è che l’oggetto dell’editoriale non era la sua “integrità” ma quella della Consob, un’Authority che per le delicate funzioni che svolge dovrebbe avere una soglia dell’imbarazzo molto bassa.

 


 

Al direttore - Caro Cerasa, “Le previsioni sono troppo ottimistiche” così ci dice l’Ufficio parlamentare di Bilancio. Ma cosa ci si poteva aspettare da una manovra che include la flat tax per le partite Iva, la riforma della legge Fornero, l’aumento del deficit per sussidi e assistenzialismo, la pace fiscale e un silenzio assordante sulla spesa pubblica. Il deficit ingrossa il debito, non c’è crescita e avremo maggiori interessi da pagare e meno credibilità sui mercati.

Andrea Zirilli

 

Non a caso Giovanni Tria sarà con noi il 27 ottobre a Firenze alla Festa dell’Ottimismo. Sorriso.

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