Il Veneto e il pericolo di giocare con la Costituzione

La regione Veneto aveva approvato cinque quesiti da sottoporre al giudizio degli elettori. La Corte costituzionale ne ha bocciati quattro. Cosa dice il Referendum

25 Ottobre 2017 alle 06:17

Al direttore - Da duro di comprendonio qual sono, continuo a non capire, anche se il referendum lombardo-veneto era incentrato sull’autonomia, come mai la Costituzione più “bella” del mondo, ma ahimè molto di parte, permetta ancora oggi che il Trentino-Alto Adige Südtirol, e non solo, continui a essere privilegiato grazie allo statuto speciale, non saranno per caso austriaci, mentre il Veneto non debba godere degli stessi privilegi, e sottolineo privilegi che nulla hanno a che vedere coi diritti?

Enzo Bernasconi

  

La questione mi sembra semplice. La regione Veneto aveva approvato cinque quesiti da sottoporre al giudizio degli elettori. La Corte costituzionale ne ha bocciati quattro (compreso quello in cui la regione chiedeva di votare per avere uno statuto speciale). Ora la regione Veneto vorrebbe dimostrare che il voto sul referendum di domenica era anche su un quesito relativo a un tema bocciato dalla Consulta. Giocare con gli elettori può avere un senso. Giocare con la Costituzione, come dimostra la Catalogna, alla lunga potrebbe essere pericoloso.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    25 Ottobre 2017 - 09:09

    Non stanno proprio così le cose, politicamente parlando, e lei lo sa benissimo, caro Cerasa. Personalmente sono da tempo convinto che la vera riforma sarebbe l’abolizione delle Regioni. Ma in vana attesa la questione delle Regioni a statuto speciale meriterebbe una riflessione molto seria, a cominciare dalle osservazioni del lettore Bernasconi. Furono istituite per ragioni storiche ben note, la cui attualità sarebbe forse il caso di verificare. Per inciso, sono nato e vivo nel Friuli Venezia Giulia, nella cui storia relativamente recente non sono mancate spinte popolari e politiche autonomistiche e divisive elettoralmente molto significative. Forse qualcuno ricorda i fenomeni della Lista per Trieste e il contrapposto Movimento Friuli. Spinte autonomistiche ed oggi si direbbe populiste, governate e assorbite da una classe politica che governava regione e partiti politici storici con ben altre capacità rispetto a quelle di chi esercita e conduce la politica in questi tempi sciagurati.

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