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Per la seconda stagione di Mrs Maisel lo stand up comedy si fa francese

La "fantastica signora" va in trasferta, dopo il trionfale numero comico che aveva concluso la prima stagione. Il suo ritorno da oggi su Amazon Prime Video

5 Dicembre 2018 alle 06:08

Per la seconda stagione di Mrs Maisel lo stand up comedy si fa francese

Mrs Maisel fa l’americana a Parigi. In una Parigi che ruba tutto quel che può al cinema, dal technicolor di Vincente Minnelli a “Ratatouille”; da “Les parapluies des Cherbourg” di Jacques Demy a Woody Allen di “Tutti dicono I love you”. Immancabile la Tour Eiffel, che secondo i registi si scorge da tutte le finestre parigine – anche quella del ratto chef. Immancabile la concierge impicciona. Immancabili le sigarette. Immancabili gli artisti. Immancabili le soffitte. Immancabile il Lungosenna con i fidanzati che si baciano. Immancabile la baguette, con il cibo che al palato newyorchese sembra assai strano (Julia Child pubblicherà il suo bestseller “Mastering the Art of French Cooking” nel 1963, le trasmissioni in tv arrivano due anni dopo, del 2009 è l’omaggio di Nora Ephron nel film “Julie & Julia”).

 

Mrs Maisel va in trasferta, dopo il trionfale numero comico che aveva concluso la prima stagione della premiatissima serie creata da Amy Sherman-Palladino (la seconda stagione da oggi su Amazon Prime Video). Un po’ di genealogia: Sherman come Don Sherman, attore e sceneggiatore anche di qualche “Rocky”, Palladino come il consorte Daniel Palladino. Prima della “Fantastica signora Maisel”, la coppia aveva in curriculum “Una mamma per amica”. A papà Sherman Amy deve la conoscenza della comicità stand up, un uomo e il suo microfono, una platea che o è distratta o rumoreggia. “Quando lui e i suoi amici provavano i numeri – ricorda – sembrava di vivere dentro ‘Broadway Danny Rose’”. Per questo, dopo Parigi la serie farà tappa nei monti Catskill, altro luogo mitico della comicità ebraico-americana.

 

Riassunto della trama, per chi si fosse perso la magnifica serie. Miriam Maisel detta Midge, casalinga niente affatto disperata dell’Upper West Side, viene lasciata dal marito per la segretaria (e fin qui ancora si potrebbe sopportare, ma la ragazza è così tonta da non saper usare un temperamatite – per le lamentele, rivolgersi alla showrunner: nel caso fosse sfuggito, è femmina e ama i cappellacci da strega). Un po’ alticcia finisce in un locale al Greenwich Village, dove racconta le sue disgrazie in maniera così comica che il pubblico applaude. Siccome sul palco ha mostrato le tette – il perché è storia lunga, guardatevi la serie – finisce in un commissariato di polizia dove conosce Lenny Bruce, altro cultore appassionato della comicità che scatena i poliziotti.

 

Mrs Maisel va in Europa per riportare a casa la madre, che nella Ville Lumière si è trasferita, stanca del marito che pretende il silenzio domestico e oltre a lei zittisce i nipoti. Lo ha annunciato, ha svuotato gli armadi, ha prenotato l’aereo, ha lasciato scritto pure l’indirizzo, ma il consorte se ne accorge solo dopo giorni. Da qui la missione a Parigi, dove le donne sfoggiano cappellini e abiti più belli del magnifico guardaroba indossato da Midge, anche quando lavora come centralinista. Tra le scene-capolavoro, c’era la vestizione per andare giù al Greenwich: via le gonne a palloncino intonate al paltò, via i tacchi alti, ora servono pantaloni neri a sigaretta e ballerine, un maglione a collo alto per il consorte che fa sparire giacca e cravatta.

 

Per un po’ separata dalla sua agente Susie (rimasta a New York, passa qualche guaio), Midge Maisel porta il suo numero ormai collaudato sul palco di Madame Arthur, storico cabaret parigino di travestiti. Con traduzione simultanea, e le immancabili punzecchiature sul fatto che i francesi, in materia di tradimenti coniugali, sono assai più tolleranti degli americani.

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