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Salvini evita di apparire all'internazionale dell'ultra destra

La rassegna dei giornali internazionali sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Marianne, Mundo, Pais, Welt, Spiegel

5 Febbraio 2020 alle 09:17

Salvini evita di apparire all'internazionale dell'ultra destra

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Giorgia Meloni, la regina dell'estrema destra italiana

Madrid, 5 feb - (Agenzia Nova) - Giorgia Meloni, leader del partito Fratelli d'Italia, è l'unica esponente in Italia che registra una crescita di consenso. Dai sondaggi risulta essere il leader politico più apprezzato, dopo il primo ministro Giuseppe Conte, una popolarità che minaccia l'egemonia di Salvini nella destra italiana. Ne parla oggi la stampa spagnola che spiega come la sconfitta della Lega Matteo Salvini nelle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria non ha solo dato ossigeno al governo di coalizione formato dal Pd e Movimento 5 stelle, ma ha anche causato un effetto di rimbalzo per Giorgia Meloni che è passata dal 4 per cento nel 2018 all'11 per cento attribuitigli dai sondaggi. Meloni non era presente alla conferenza dei conservatori a Romi perché doveva recarsi a Washington per partecipare a un incontro dei repubblicani statunitensi. Alla fine di febbraio si recherà nel Maryland per partecipare al Conservative political action conference (Cpac), l'evento annuale dei conservatori mondiali.

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Salvini evita di apparire con esponenti europei dell'ultra destra

Madrid, 5 feb - (Agenzia Nova) - I leader dei partiti ultraconservatori d'Europa, guidati dal leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, si sono incontrati ieri a Roma in occasione della Conferenza dei conservatori. Il grande assente, scrive il quotidiano “El Pais”, è stato però Matteo Salvini, che non è apparso alla manifestazione accanto a politici come lo spagnolo di Vox Santiago Abascal, francese Marion Maréchal e il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Salvini ha annunciato il giorno che avrebbe rinunciato alla convention sovranista, prevista da settimane, per alcuni impegni sopraggiunti ma, scrive il quotidiano spagnolo, il vero motivo sarebbe un rimodellamento della strategia della Lega. Dopo la sconfitta alle elezioni in Emilia Romagna, il partito sta valutando di avvicinarsi alle posizioni centriste del Partito popolare europeo, lontano dai radicalismi. 

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Renzi precursore del macronismo

Paris, 5 feb - (Agenzia Nova) - In Italia il ”macronismo” è arrivato con l'ascesa dell'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tre anni prima dell'elezione del presidente Emmanuel Macron. Lo scrive il settimanale “Marianne”, spiegando che per conoscere il futuro della Francia è necessario guardare verso la Penisola. Come l'attuale capo dello Stato francese, anche Renzi era giovane, parlava inglese e si presentava come un innovatore. L'unica differenza, è che l'ex premier italiano, non ha abbandonato la sua famiglia politica, il Partito democratico. Macron, invece, ha creato En Marche!, il suo “partito populista”. La formazione del presidente francese ha in comune con il Movimento 5 Stelle il fatto che sono entrambi due strumenti di “distruzione massiccia del sistema dei partiti”.

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Respinto il ricorso degli ex dirigenti Thyssenkrupp per il rogo di Torino, andranno in carcere

Amburgo, 5 feb - (Agenzia Nova) - A più di 12 anni dall'incendio verificatosi il 6 dicembre 2007 nello stabilimento del conglomerato tedesco Thyssenkrupp di Torino, in cui persero la vita sette lavoratori, due ex dirigenti tedeschi dell'azienda già condannati al carcere in Italia sconteranno la pena in Germania. È quanto deciso oggi dal tribunale statale superiore di Hamm in Renania settentrionale-Vestfalia, che ha respinto il ricorso presentato dagli ex manager di Thyssenkrupp condannandoli a cinque anni di reclusione per omicidio colposo e incendio doloso. Come riferisce il settimanale “Der Spiegel”, nel processo in Italia, l'accusa sostenne che Thyssenkrupp era colpevole di “deliberata negligenza” e mancanza di investimenti nella protezione antincendio del sito di Torino. Secondo i testimoni, gli estintori erano vuoti e il telefono di emergenza non ha funzionato. Oltre ai due tedeschi, furono condannati anche quattro dirigenti italiani della Thyssenkrupp. Con sentenza della Corte di cassazione del 13 maggio 2016, per i due manager tedeschi venivano confermate le pene detentive, rispettivamente a nove anni e otto mesi e a sei anni e dieci mesi di reclusione. Successivamente, il tribunale statale di Essen aveva dichiarato le condanne esecutive in Germania, adeguandole alla legge tedesca che dispone una pena massima di cinque anni di prigione per le accuse rivolte agli ex dirigenti di Thyssenkrupp.

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Per Eco, il fascismo non era una filosofia, ma soltanto retorica

Berlino, 5 feb - (Agenzia Nova) - Il quotidiano tedesco “Die Welt” pubblica l'interpretazione del fascismo data da Umberto Eco, secondo cui il movimento fondato da Benito Mussolini non era una filosofia ma soltanto retorica. In particolare, nel suo saggio “Il fascismo eterno”, Eco affermò: “Il fascismo italiano era senza dubbio una dittatura, ma non era del tutto totalitario, non a causa della sua mitezza, ma a causa della debolezza filosofica della sua ideologia”. Come spiegato da Eco, “contrariamente alla credenza popolare, il fascismo italiano non aveva una sua filosofia”. Lo stesso Mussolini “non aveva nessuna filosofia: aveva soltanto una retorica”.

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