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Perché l'Europa potrebbe rinviare la procedura d'infrazione all'Italia

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese

24 Giugno 2019 alle 09:01

Perché l'Europa potrebbe rinviare la procedura d'infrazione all'Italia

foto LaPresse

Ue-Italia: verso rinvio procedura d'infrazione

Londra, 24 giu 08:40 - (Agenzia Nova) - L'Unione europea rimanderà l'apertura della procedura di infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti dell'Italia. In tal modo, il governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle (M5S) avrà modo di guadagnare tempo per trovare un accordo al proprio interno sulla politica di bilancio prima di colpito dalle sanzioni della Commissione europea. Lo riferisce oggi il quotidiano britannico "Financial Times", citando "funzionari europei" secondo cui, nella giornata di domani, 25 giugno, la Commissione europea non darà formale inizio alla procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. L'obiettivo è far sì che il governo alla fine decida di invertire la rotta sui suoi progetti di spesa ed eviti uno scontro con Bruxelles.

Leggi l’articolo del Financial Times

L’agonia di Alitalia nella discesa agli inferi

Madrid, 24 giu 08:40 - (Agenzia Nova) - La compagnia di bandiera Alitalia, con la sua gestione disastrosa e almeno due decenni di sprechi, è diventata il simbolo del fallimento imprenditoriale dell’Italia. Il governo populista, che ne controlla il 15 per cento, da mesi sta cercando di salvarla ma, per ora, è riuscito solo a dimostrare la sua incompetenza. Il piano che prevede di fondere il vettore con Ferrovie dello Stato – scrive il quotidiano spagnolo “Abc” – si sarebbe infatti dovuto concretizzare lo scorso 31 gennaio ma, da allora, è stato prorogato almeno quattro volte, fra le critiche dell’opposizione e la crescente preoccupazione dei circa 11.000 dipendenti di perdere il posto di lavoro. La discesa agli inferi di Alitalia – spiega il giornale madrileno – è iniziata nel lontano 1996, quando la compagnia ha registrato una perdita monstre, pari all’equivalente di 625 milioni di euro. Più volte sull’orlo della bancarotta, Alitalia è stata salvata recentemente nell’agosto del 2014 dall’ingresso nel capitale di Etihad, degli Emirati, che ne ha comprato il 49 per cento, in cambio di 560 milioni di euro e 2.251 esuberi. Il progetto però si è poi rivelato un buco nell’acqua e le perdite sono continuate. Al momento, il gruppo è in amministrazione straordinaria da due anni e mezzo, dopo aver ricevuto un prestito da 900 milioni erogato dall’allora premier Paolo Gentiloni. Secondo le stime del “Sole 24 Ore”, ogni italiano, compresi i neonati, ha pagato 145 euro per i vari salvataggi di Alitalia. Il prossimo capitolo della saga si chiuderà il 15 luglio, quando scadrà l’ennesima proroga al piano di salvataggio che dovrebbe vedere in prima linea lo Stato, ancora una volta, Ferrovie, Delta Air Lines e un non meglio precisato altro investitore.

Leggi l’articolo dell’Abc

L’Italia blocca 42 migranti in mare

Parigi, 24 giu 08:40 - (Agenzia Nova) - L’Italia blocca 42 migranti in mare e punta il dito contro l’Olanda e l’Unione europea. Lo scrive il quotidiano francese “Le Figaro”, spiegando che da undici giorni una nave dell’ong Sea Watch battente bandiera olandese è bloccata nelle acque territoriali italiane. “Ho scritto personalmente al mio collega olandese: sono incredulo perché si disinteressano completamente di una nave che batte la loro bandiera (…) e galleggia in pieno mare da ormai 11 giorni”, ha scritto il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, il leader leghista Matteo Salvini, in un comunicato. Ieri, 23 giugno, il governo di Malta ha annunciato che la sua marina militare ha soccorso un gruppo di 37 migranti in difficoltà che saranno trasferiti sull’isola.

Leggi l’articolo del Figaro

Le nuove tecniche degli scafisti

Monaco di Baviera, 24 giu 08:40 - (Agenzia Nova) - Nello scorso fine settimana, un peschereccio libico con 81 migranti illegali a bordo si è avvicinato si è avvicinato alle acque territoriali italiane, presso Lampedusa. L'unità rimorchiava un battello, che si sarebbe dovuto staccare per trasportare i migranti nell'ultimo tratto di mare fino all'isola. È il metodo della “nave madre”, la nuova trovata dei trafficanti di esseri umani, come riferisce il quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”. Il peschereccio è stato filmato da un drone dell'Agenzia europea della guardi di frontiera e costiera (Frontex) poco dopo la sua partenza dalla Libia. A destare i sospetti, il fatto che la nave avesse un barchino vuoto al seguito e non fosse circondata dai gabbiani, come sempre accade per le barche da pesca. A sessanta miglia marine da Lampedusa, il peschereccio si è fermato. I migranti a bordo, ognuno dei quali avrebbe pagato tra i tremila e i quattromila euro per la traversata, hanno ricevuto giubbotti di salvataggio e sono stati trasferiti sul barchino. Quando la “nave madre” ha invertito la rotta, è iniziato l'inseguimento da parte di un motoscafo della Guardi di finanza. I sette membri dell'equipaggio, un libico e sei egiziani, sono stati arrestati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e il peschereccio è stato sequestrato.

Leggi l’articolo della Sueddeutsche Zeitung

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Il progetto di fusione Renault-Fca non è stato abbandonato

Parigi, 24 giu 08:40 - (Agenzia Nova) - Il progetto di fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Renault non è stato definitivamente abbandonato. Lo scrive il quotidiano francese “Les Echos”, spiegando che il dossier “resta aperto”. Sebbene nei giorni scorsi si sia detto favorevole in linea di principio all’operazione, il ministro dell’Economia francese, Bruno le Maire, è intenzionato a dare la priorità ai rapporti con la Nissan, partner di Renault nell’alleanza che include anche Mitsubishi. “Renault non vuole farsi mangiare da Fiat Chrysler e viceversa. È necessario che resti un matrimonio 50-50”, afferma una fonte interna al costruttore francese. La parte italiana, invece, è rimasta delusa dall’atteggiamento di Parigi. “La linea di fiducia con lo Stato è stata intaccata”, spiega una fonte a Torino, anche se il gruppo italo-statunitense si dice aperto al dialogo. Renault dovrà però convincere Nissan. Un’eventuale fusione tra Fca e il costruttore francese potrebbe portare il gruppo nipponico a chiedere una revisione dei rapporti capitalistici con Renault. In occasione del suo ultimo viaggio in Giappone, Le Maire ha evocato un possibile calo della partecipazione di Renault nel capitale di Nissan. Per aprire il dialogo con il gruppo giapponese, la scorsa settimana Toby Myerson, un uomo di fiducia del presidente di Fca, John Elkann, ha effettuato un viaggio in Giappone.

Leggi l’articolo dell’Echos

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