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Perché siamo diventati la zavorra dell'Eurozona

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Les Echos, Financial Times, Standard, Faz, Figaro

28 Febbraio 2019 alle 09:39

Perché siamo diventati la zavorra dell'Eurozona

Foto Imagoeconomica

Bruxelles preoccupata per la situazione italiana

 

Parigi, 28 feb - (Agenzia Nova) - L’Italia resta al centro delle preoccupazioni di Bruxelles. Lo riferisce “Le Figaro”, spiegando che la Commissione europea continua a fare pressione su Roma, soprattutto dopo l’ultimo esame annuale compiuto sulle economie dei paesi membri. Secondo il commissario europeo, Pierre Moscovici, è urgente agire al più presto perché “il debito pubblico non dovrebbe diminuire nei prossimi anni” e i progetti presentati dal governo italiano non sono sufficienti. Tuttavia, Bruxelles cerca di evitare una nuova escalation di tensioni. Secondo il quotidiano, il “braccio di ferro” riprenderà dopo le elezioni europee, quando la Commissione renderà pubbliche le sue valutazioni sulle riforme. Per il momento è esclusa una possibile applicazione di sanzioni nei confronti dell’Italia. 

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Commissione Ue, “squilibri economici eccessivi” per l'Italia

  

Berlino, 28 feb - (Agenzia Nova) - L'Italia presenta “squilibri economici eccessivi”, secondo la Commissione europea, che giunge a tale conclusione nella sua analisi annuale della situazione economica e della politica economica dei singoli Stati membri dell'Ue, pubblicata nella giornata di ieri 27 febbraio. Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, per la Commissione europea l'Italia non è l'unico Stato membro a presentare squilibri economici eccessivi: le si affiancano, infatti, Grecia e Cipro. A ogni modo, per quanto riguarda l'economia italiana, tra le sue criticità vi sono “l'assenza di aumento della produttività, l'elevata disoccupazione strutturale e il retaggio della crisi del settore bancario”. Per Valdis Dombrovskis, commissario europee per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e il mercato unico dei capitali, l'economia italiana risente negativamente anche del fatto che il governo in carica dal primo giugno scorso ha “praticamente bloccato tutte le riforme precedenti”. Il paese presenta poi un debito pubblico al 131,7 per cento del Pil e dovrebbe raggiungere un tasso di crescita nel 2019 pari allo 0,2 per cento, ben al di sotto dell'1 per cento previsto dal governo.

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Il Movimento 5 Stelle si trasforma in partito politico

 

Parigi, 28 feb - (Agenzia Nova) - Il Movimento 5 Stelle completa la sua trasformazione in partito politico attraverso una profonda riorganizzazione interna. È quanto afferma “Les Echos”, spiegando che la sconfitta alle ultime elezioni regionali in Sardegna ha convinto la formazione guidata dal vicepremier Luigi Di Maio a cambiare pelle. Il leader pentastellato non vuole ascoltare la parte di sostenitori che chiedono l’allontanamento dalla Lega di Matteo Salvini, alleato al governo. Di Maio preferisce trasformare il partito abbattendo alcuni tabù, come quello riguardante il cumulo di mandati “Luigi Di Maio abbandona l’intransigenza di un movimento che si vantava della sua purezza e dell’esigenza di differenziarsi dai suoi avversari”, afferma l’articolo. 

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L’Italia è la “zavorra” dell'Eurozona

 

Vienna, 28 feb 08:36 - (Agenzia Nova) - Elevato debito pubblico, deficit in aumento e scarsa produttività rendono l'Italia la “zavorra” dell'Eurozona. È quanto sostiene in un'intervista al quotidiano austriaco “Der Standard” l'economista Thomas Wieser, già presidente del Gruppo di lavoro “Eurogruppo”, organo consultivo dell'Eurogruppo. L'Italia, aggiunge Wieser, “non può destabilizzare in maniera massiccia l'Eurozona, ma se crescesse in maniera ordinata, farebbe sentire tutti meglio”. L'ex presidente del Gruppo di lavoro “Eurogruppo” critica quindi la politica economica espansiva del governo italiano, definendola “un fuoco di paglia keynesiano, perché il problema dell'Italia non sono le capacità troppo poco utilizzate, ma la scarsa produttività”.

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I timori per una spirale negativa per il settore bancario

 

Londra, 28 feb - (Agenzia Nova) - Le banche italiane hanno avviato il 2019 con notevoli acquisti di titoli di Stato dell'Italia, seguendo una tendenza che rischia di amplificare i timori di una spirale negativa alimentata dai rendimenti delle obbligazioni pubbliche e dalle condizioni dei bilanci degli istituti di credito. È quanto sostiene il quotidiano britannico "Financial Times", commentando i dati diffusi dalla Banca centrale europea (Bce) nella giornata di ieri, 27 febbraio. Secondo l'Eurotower, a gennaio scorso, le banche italiane hanno acquistato titoli di Stato dell'Italia per 11 miliardi di euro, segnando l'incremento maggiore da giugno del 2018. Si rinnovano quindi i timori per gli gli effetti di una eccessiva quantità di obbligazioni pubbliche detenute dalle banche. Quando il prezzo dei titoli del debito pubblico diminuisce e il loro rendimento sale, spiega il "Financial Times", gli istituti di credito sono obbligati ad aggiustare i loro bilanci. Le banche potrebbero poi essere costrette a raccogliere nuovi capitali e a ridurre il credito sia alle imprese sia alle famiglie, indebolendo ulteriormente l'economia e la stabilità finanziaria dell'Italia. 

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