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Spinte centrifughe

Se la piccola Grecia torna alla realtà mentre l’Italia continua a fuggire

7 Marzo 2019 alle 06:00

Spinte centrifughe

foto LaPresse

C’è un altro spread del quale quasi nessuno parla, ed è quello con la Grecia. E’ la traiettoria tra i due paesi a essere divergente e rende giustificato un paragone tra stati dell’Euromediterraneo. Nei giorni scorsi la Grecia ha iniziato le procedure per lanciare un nuovo titolo decennale e tornare sul mercato godendo della fiducia degli investitori internazionali. Il rendimento di titoli decennali greci è al 3,62 per cento circa in questi giorni e le agenzie di rating sono benevole. I rendimenti dei titoli di stato decennali greci sono scesi al livello più basso dal 2006 dopo che Moody’s venerdì scorso aveva aggiornato il rating del paese migliorandolo. Di conseguenza l’agenzia ha rivisto al rialzo il rating delle principali banche greche. Per la Grecia la tendenza è quella di rendimenti dei titoli di stato in discesa e rating in ascesa. Per l’Italia invece è vero il contrario. I rendimenti dei Btp a dieci anni sono ormai stabili al 2,6 per cento, livelli superiori ad altri partner europei come Spagna e Portogallo. Se può essere considerato un investimento remunerativo, quello sull’Italia, è tuttavia più rischioso di prima. Le principali agenzie di rating, Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s hanno la possibilità di rivedere l’outolook o il giudizio sul merito di credito in senso negativo mentre il paese, dopo essere entrato in recessione a fine 2018, non accenna a dare segnali di crescita, anzi ne dà di declino. L’Ocse è solo l’ultima organizzazione internazionale a rivedere al ribasso (e di tanto) le stime del pil per quest’anno con previsioni riviste a meno 0,2 per cento. Altri analisti indipendenti arrivano a stimare un meno 0,5 per cento, e con l’avanzare dei mesi, se la situazione non migliora, i tagli alle previsioni di crescita saranno più consistenti. Non di meno l’isolamento del governo gialloverde in Europa avrà un peso ulteriore nel giudizio delle agenzie, quella “cooperazione” necessaria di cui ha parlato il presidente della Bce, Mario Draghi, in un gran discorso all’Università di Firenze due settimane fa. Ora si vede il ritorno della piccola Grecia alla realtà, mentre l’Italia fondatrice europea preferisce la fuga dalla realtà.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    07 Marzo 2019 - 13:01

    Prima o poi la Storia dovrà rendere conto correttamente dei crimini contro l'umanità perpetrati contro la Grecia. La tanto celebrata austerity ha causato più morti della prima guerra mondiale.

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