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Il videotestamento di Marina Ripa di Meana

Prima di morire ha affidato a Radio Radicale e a Maria Antonietta Coscioni le sue ultime volontà: “Avevo pensato al suicidio assistito in Svizzera, ma ho scoperto di poter percorrere la via della sedazione profonda”  

6 Gennaio 2018 alle 10:18

Prima di morire Marina Ripa di Meana ha affidato a Maria Antonietta Coscioni una lettera con le sue ultime volontà. Ecco il testo:

“Dopo Natale le mie condizioni di salute sono precipitate. Il respiro, la parola, mangiare, alzarmi, tutto ormai è difficile e procura dolore insopportabile. Il tumore ormai si è impossessato del mio corpo ma non della mia mente, della mia coscienza. Ho chiamato Maria Antonietta Farina Coscioni, persona di cui mi fido e stimo per la sua storia personale, per comunicarle che il momento della fine è davvero giunto. Le ho chiesto di parlarle, lei è venuta. Le ho manifestato l'idea del suicidio assistito in Svizzera. Lei mi ha detto che potevo percorrere la via italiana delle cure palliative con la sedazione profonda. Io che ho viaggiato con la mente e con il corpo per tutta la mia vita non sapevo, non conoscevo questa via. Mi ha anche spiegato che posso essere assistita qui a casa. Posso scegliere di intraprendere questo ultimo, definitivo, tratto di strada della mia vita tra i miei affetti più cari, i miei amici, il mio mondo. Ora lo so, grazie a lei e a chi lei ha voluto parlasse con me. Una dottoressa palliativista, donna dolce, forte, Luigia Clarici, che ha confermato, approfondito e mi ha ulteriormente spiegato quanto mi era stato detto. Ora so che non devo andare in Svizzera. Vorrei dirlo a quanti pensano che per liberarsi per sempre dal male si sia costretti ad andare in Svizzera come io credevo di dover fare. È con Maria Antonietta Farina Coscioni che voglio lanciare questo messaggio, questo mio ultimo tratto, per dire che a casa propria, o in un ospedale, con un tumore, una persona deve sapere che può scegliere di tornare alla terra senza ulteriori e inutili sofferenze. Fallo sapere, fatelo sapere”.     

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    07 Gennaio 2018 - 22:10

    Ma che, non lo sappiamo tutti e da che mondo è mondo, che in situazioni insopportabili e nella certezza evidente di peggiorare, possiamo farla finita, in mille modi? Ma oggi la vita cos'è diventata: un assoluto si mipiace, no nonmipiace piuttosto fatemi morire? Se così è, gli animali ci superano di gran lunga. Prova ne sia che sempre più ex persone si riducono a farsi trascinare al guinzaglio dal botolo. Degradati ad adorare le bestie. Cara Marina, come tuo ignoto coetaneo e probabilmente sulla stessa via dolorosa che tu hai percorso, ora sto pregando per te, e non dire che sei tornata alla terra perché, pur impastati di terra tutti, tu hai saputo mantenerti sempre almeno una spanna sopra il fango, ed ora Chi ti ha regalato la vita non potrà contraddirsi negandotene un'altra, migliore. Arrivederci!

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