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“L’Europa sta per morire”

Lo scrittore francese Jean Raspail su Méthode riflette sullo stato dell'Ue tra immigrazione e demografia

24 Settembre 2018 alle 13:20

“L’Europa sta per morire”

Foto Pixabay

"Dal 1973, pubblicando ‘Il campo dei santi’, ho già praticamente detto tutto a riguardo”, scrive Jean Raspail, scrittore francese reazionario autore del romanzo che immaginò l’Europa alle prese con grandi ondate migratorie. “Tutta l’Europa sta per morire. Il silenzio quasi sepolcrale dei media, dei governi e delle istituzioni comunitarie sul crollo demografico dell’Europa dei Quindici è uno dei fenomeni più sbalorditivi del nostro tempo".

 

"Quando c’è una nascita nella mia famiglia o tra i miei amici, non posso guardare questo bambino da casa senza pensare a cosa si sta preparando per lui. Certamente, ci saranno potenti minoranze, forse quindici milioni di francesi – e non necessariamente tutti bianchi – che parleranno ancora la nostra lingua nella sua quasi sicura integrità, continueranno a essere immersi nella nostra cultura e nella nostra storia come sono state tramandate di generazione in generazione. Non sarà facile per loro. Si baseranno sulla famiglia, la nascita, la endogamia di sopravvivenza, le scuole, le reti parallele di solidarietà, forse anche sulla sua fede cristiana e cattolica, con un po’ di fortuna, se questo cemento terrà ancora. Questo non piacerà. Lo scontro avverrà un momento o l’altro. E poi? Poi la Francia sarà popolata come da paguri che vivono in gusci abbandonati dai rappresentanti di una specie andata per sempre. Questo processo è già in corso".

 

"C’è una seconda ipotesi che non posso esporre che in privato (richiederebbe che prima consultassi il mio avvocato) secondo cui gli ultimi resistenti si impegneranno in una sorta di ‘reconquista’, probabilmente diversa da quella spagnola ma ispirata dalle stesse ragioni. Ci sarebbe un pericoloso romanzo da scrivere. Non lo farò, l’ho già fatto. Lo farà qualcun altro, anche se probabilmente il suo autore non è ancora nato, ma questo libro sarà puntuale, ne sono sicuro. Quello che non riesco a capire – conclude Raspail – e che mi fa cadere in un abisso di perplessità, mi dispiace, è come e perché così tanti esperti politici francesi contribuiscono consapevolmente, con metodo, oserei dire cinicamente, all’immolazione di una certa Francia sull’altare dell’umanesimo utopistico esagerato”.

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