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IL BI E IL BA
L'esercito dei giovani al servizio delle chimere ideologiche
Il referendum è stata la vittoria della "generazione Gaza" ha scritto Raimo, della "generazione Cecchettin" ha detto De Gregorio. Più della commedia di Plauto, la scena mi ricorda Weapons, un horror in cui una strega vecchia e malata che per tenersi in vita succhia le forze vitali di un’intera classe di bambini
Che la convocazione del referendum sia coincisa con l’ingresso nella primavera può sembrare un dettaglio di poco conto. Sennonché, insegna Northrop Frye, esistono miti di stagione, e il mythos della primavera è la commedia. Così lo riassume nell’Anatomia della critica, il suo grande trattato letterario-antropologico: la società dell’eroe si ribella alla società del senex e trionfa, rovescia il mondo guasto e restaura l’età dell’oro, seguendo lo stesso inesorabile copione per cui la primavera succede all’inverno. E’ lo schema nascosto di innumerevoli commedie fin dai tempi di Menandro o di Plauto, in cui l’adulescens innamorato aveva la meglio sul vecchio libidinoso. Il problema è quando il polline nell’aria dà alla testa a certi commentatori politici che l’adolescenza dovrebbero averla superata da un pezzo. I Saturnali referendari stanno causando di questi effetti inebrianti. E’ la vittoria della “generazione Gaza”, ha scritto a caldo Christian Raimo, ripreso il giorno dopo da Concita De Gregorio, che ha aggiunto, a ruota libera, la “generazione Cecchettin”. E’ “l’Italia salvata dai ragazzini”, annuncia la filosofa Ida Dominijanni, e le fa eco la scrittrice Viola Ardone: “La Costituzione salvata dai ragazzini”.
C’è qualcosa di irresistibilmente comico in questa oleografia kitsch, tra il tardo-pascoliano e il maoista, di ragazzi e ragazze che corrono “gioiosamente” alle urne per salvare la Costituzione del 1948 (l’età dell’oro dello schema di Frye) e la sera cantano e ballano in piazza. Ma assai più comico è chi, in preda a un orgasmo primaverile, è pronto a compiere piroette retoriche pur di mettere l’esercito dei giovani al servizio delle proprie chimere ideologiche. Più che Plauto, la scena mi ricorda Weapons, un film horror dell’anno scorso di cui si è tornati a parlare dopo la notte degli Oscar. C’è una strega vecchia e malata che per tenersi in vita succhia le forze vitali di un’intera classe di bambini, e ogni tanto li usa come armi umane, facendoli correre “gioiosamente” contro i propri nemici. Finché i ragazzini, nel loro piccolo, s’incazzano.