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IL BI E IL BA

Con la sua campagna referendaria la magistratura si è fatta visibilmente partito

Guido Vitiello

Ha accettato di scendere nella mischia, alla pari con gli altri combattenti. Questo crea però una situazione pericolosa. A soffrirne sarà prima di tutto la giurisdizione, ma anche il paese. Non potrà infatti svolgere ancora a lungo un ruolo di legittimazione del sistema politico chi di suo ha una legittimazione così stentata

La terzana d’avere mi sembra, e le membra fermar più non so. La statua del Procuratore si è animata. Trascinerà il libertino all’inferno? La corporazione togata aveva finora esercitato su parlamenti, governi e amministrazioni locali un ruolo di haute surveillance, in nome dell’ideologia del “controllo di legalità” (sogno sempre che uno storico delle idee giuspolitiche ne ricostruisca minuziosamente la carriera intellettuale). Ma si manteneva defilata, se si eccettuano le imboscate mediatico-giudiziarie delle sue avanguardie più spericolate e più teppistiche. Con la campagna referendaria, lo riconoscono in tanti, la magistratura si è fatta esplicitamente, visibilmente partito. Lo ha fatto per disperazione, e con sprezzo dell’elementare contegno istituzionale, perché sapeva di giocarsi il tutto per tutto. E’ stata una spettacolare manifestazione di forza, ma anche il segno di una nuova vulnerabilità. Dalla sua posizione meta-politica e pre-partitica – che qualcuno ha paragonato, scherzando ma non troppo, al ruolo dell’esercito kemalista in Turchia, qualcun altro a quello del consiglio dei guardiani in una teocrazia islamica – ha accettato di scendere nella mischia, alla pari con gli altri combattenti.

Questo crea però una situazione inedita e pericolosa. A soffrirne sarà prima di tutto la giurisdizione, ma anche il paese nel suo complesso. Non potrà infatti svolgere ancora a lungo un ruolo di legittimazione del sistema politico chi di suo ha una legittimazione così stentata (poco più di metà del paese). Il nodo verrà al pettine, e conoscendo l’Italia non verrà reciso di netto, men che mai con fantomatiche svolte autoritarie. Si troverà probabilmente un modus vivendi tra autorità politiche e potere togato (come nella Prima Repubblica, ma a rapporti di forza invertiti), e al loro rappattumarsi farà comodo un sistema a carriere unite, un Csm correntocratico e una sostanziale regressione inquisitoria. A pagarne il prezzo saranno vittime sacrificabili – qualche Tortora, qualche Carnevale, qualche Contrada – e moltitudini di poveri cristi.

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