Ansa
il bi e il ba
Quando la giustizia diventa uno strumento di guerra
L'appello di Roberto Saviano per una magistratura più unita ha alla base l'idea che il sistema giudiziario debba condurre campagne per instaurare la legalità nei luoghi selvaggi o che i suoi reparti debbano agire d'intesa per non disperdere la potenza di fuoco, sctaenando solo emergenzialismo
Avete presente quel segnale di pericolo che si vede spesso nei cantieri o sulle recinzioni, il triangolo con un fulmine nero su fondo giallo? Ecco, torna utile in questa campagna referendaria da incubo. Ieri su Repubblica c’era un intervento di Roberto Saviano così pieno di cortocircuiti logici e di fili argomentativi scoperti che ho dovuto leggerlo indossando dei guanti isolanti. Del resto, il gergo dell’antimafia, con i suoi appelli di rito a “tenere alta la tensione”, è da sempre un gergo da elettricisti. Ho appena lo spazio per segnalare il passo che rischiava di darmi la scossa mortale: “Una magistratura più divisa è una magistratura più vulnerabile. E una magistratura vulnerabile è meno efficace nel colpire le mafie”. Capite bene che per un garantista maneggiare frasi simili senza protezioni equivale a finire, come nei cartoni animati, con i capelli dritti in testa e la sagoma dello scheletro che si fa visibile in un lampo. Proviamo a dipanarne i fili: per sconfiggere le mafie la magistratura requirente e la magistratura giudicante devono poter colpire unite. La prima ti accusa, la seconda ti condanna, che è poi la traduzione giudiziaria del vecchio schema dei bulli in cui uno ti regge e l’altro ti mena. In due righe di Saviano vengono al pettine tutti i nodi culturali di quell’emergenzialismo che almeno dai tempi di Berlinguer ha reso la sinistra una forza di destra – e di destra autoritaria – sulle cose della giustizia. L’idea che la magistratura sia uno strumento di guerra; che la sua missione sia condurre “campagne” per instaurare la legalità nel selvaggio West o nel selvaggio Sud; che i suoi reparti debbano agire d’intesa, compattando i ranghi per non disperdere la potenza di fuoco; che qualunque argine all’arbitrio delle procure equivalga, quando si è sul fronte e non si può andar tanto per il sottile, a un favore fatto alle mafie, se non proprio all’intelligenza col nemico. Nella cabina elettorale, proviamo a visualizzare la scheda così: da una parte il Sì, dall’altra il segnale di pericolo elettrico. Forse ne usciremo vivi.