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IL BI E IL BA
Più dell'Ice in sé, bisogna temere l'Ice che c'è in noi
Se l’esperimento di Trump avrà successo, cominceranno a spuntare le sue versioni locali. E ogni leader proverà a coltivarsi una milizia di fiducia. Ecco perchè deve fallire
Basta a ogni giorno la sua pena, d’accordo, ma un ansioso che si rispetti deve portarsi avanti col lavoro, e tormentarsi al pensiero di pericoli che se ne stanno ancora acquattati dietro qualche gomito della strada. I fatti di Minneapolis consumano larga parte della mia riserva di angosciabilità, ma il residuo è occupato, anzi preoccupato, da un timore più lungimirante. L’ascesa delle destre sovraniste (su questo le sinistre arrancano) segue da anni una logica transnazionale, fatta di legami più immediati delle internazionali novecentesche, delle federazioni tra partiti amici o delle intese cordiali tra membri di una stessa famiglia ideologica. Lo spot elettorale di Orbán per le elezioni di aprile, con tutta la carrellata degli amici, inclusi Meloni e Salvini, ne è lo specchio perfetto.
Ora, fa parte di questa logica l’emulazione dei format vincenti, adattati (ma spesso neanche tanto) al pubblico locale. Trafficano in slogan, parole d’ordine o intere campagne, e per semplificare gli interscambi hanno designato anche nemici comuni, come Soros. Poi, va da sé, ogni leader deve farsi la frittata con le uova che ha, ossia con le risorse politiche, sociali e culturali che trova sul suo territorio. Ma non tutti hanno le stesse uova. E qui veniamo al punto: più dell’Ice in sé, che mi angoscia molto, io temo l’Ice in noi. E non mi riferisco alla Milano-Cortina o alle balordaggini dell’Anm sugli effetti del referendum. No, io temo il giorno in cui, se l’esperimento di Trump avrà successo, cominceranno a spuntare le versioni locali, e ogni leader proverà a coltivarsi una milizia di fiducia. Un germe di questa malapianta, per fortuna estirpato per tempo, lo abbiamo intravisto sotto il governo gialloverde, quando il ministro dell’Interno tentava in tutti i modi di stringere rapporti sempre più personali e sempre più inquietanti con una parte delle forze dell’ordine. Speriamo dunque che gli americani facciano fallire l’Ice: perché quando un film hollywoodiano è un flop al botteghino, non c’è la corsa a girare il remake.