Screenshot dal film Regalo di Natale

IL BI E IL BA

Trump ha dato, Trump ha tolto. Un po' come l'avvocato Santelia al tavolo da gioco

Guido Vitiello

Negli ultimi giorni, il presidente americano ha arrestato Maduro, rinnegato María Corina Machado, dato una spinta per rovesciare il regime degli ayatollah, lanciato minacce alla Groenlandia. Più che un Risiko, sembra una partita di poker pilotata dall'avvocato Santelia dei film di Pupi Avati

Con il dovuto rispetto per gli esperti di geopolitica e di relazioni internazionali, e per chi crede così tenacemente nella ragione da riuscire a intravedere un metodo strategico nelle follie di Donald Trump, lo stato attuale del mondo non mi fa pensare al Risiko, ma a una partita di poker pilotata dall’avvocato Santelia. Per chi non lo ricordasse, l’avvocato Santelia è il personaggio chiave di due film di Pupi Avati, Regalo di Natale e La rivincita di Natale (nonché di uno spin-off diretto da Cesare Furesi, Chi salverà le rose?). È una delle creazioni più felici del cinema italiano, che valse la Coppa Volpi all’attore che lo interpretò, Carlo Delle Piane.

 

Non è un buono, l’avvocato Santelia, questo buffo ometto di Lamezia Terme, losco e cerimonioso, pieno di fisime e di eccentricità, avido e lubricamente misogino. Ma quando siede al tavolo da gioco, che si compiace di dirigere secondo il suo capriccio con l’abilità moralmente daltonica del baro consumato, la sua figura si eleva misteriosamente, fino a incarnare una mostruosa allegoria della Fortuna, una sfinge untuosa e sfuggente, i cui sguardi possono apparire, agli ingenui e ai disperati, perfino misteriosamente compassionevoli. Le sue giocate puniscono il bene e ricompensano il male, oppure fustigano il male e premiano il bene, o scacciano il male con altro male, e in tutti i casi ciò avviene su un piano integralmente extra-morale. Cosicché alla fine della partita ci si sorprende a pensare (ma subito dopo ci si vergogna di questa sbandata religiosa): Santelia ha dato, Santelia ha tolto.

 

Ebbene, questo è l’unico modo, anch’esso probabilmente ingannevole, in cui mi riesce di decifrare le mosse di un baro assai meno cerimonioso, Donald Trump. Che in una mano di carte può arrestare Maduro, rinnegare María Corina Machado, dare una spinta per rovesciare (si spera) il regime degli ayatollah, lanciare grottesche minacce alla Groenlandia. E mi ritrovo a dire, mio malgrado: Trump ha dato, Trump ha tolto, anche se quelli che deposita sotto l’albero sono tutti regali avvelenati.