Un robot e il suo inventore nel film della Universal "The Vanishing Shadow", 1934. (Foto di Underwood Archives/Getty Images)
il bi e il ba
Quando il futuro era il nostro presente. Il 2026 visto dal passato
Romanzi, studi e film hanno provato a immaginare l’anno appena iniziato: dall’implosione demografica al vegetarianesimo forzato fino ai matrimoni-azienda. Un catalogo di previsioni: alcune azzeccate, molte grottesche, tutte rivelatrici del loro tempo più che del nostro
Ogni primo gennaio smaltisco i postumi della sbornia (si fa per dire) cercando profezie sull’anno appena cominciato. A volte ho la fortuna di trovare romanzi interi – An 2021: Les enfants fous di Jean Marabini, o La rivolta del 2023 di Nino Salvaneschi, scritti rispettivamente cinquanta e cent’anni prima della data in cui si svolge la storia. Altre volte mi devo accontentare di immaginazioni più circoscritte, diligentemente censite ogni anno da un giornalista americano, Mark J. Price dell’Akron Beacon Journal. E’ un gioco d’azzardo: gli scrittori di fantascienza e i futurologi sono come partecipanti a una lotteria di capodanno, hanno in mano un ventaglio di biglietti e può capitare che uno di loro vinca, il che dice poco sul suo spirito profetico e molto sulla sua fortuna. Ovviamente, quanto più circostanziata è la profezia tanto più grossa è l’eventuale vincita. A puntare più in alto di tutti fu un trio di scienziati, Foerster, Mora e Amiot, che nel 1960 fissò la data dell’implosione demografica dell’umanità per il 13 novembre 2026. Quel giorno sulla Terra saremo così numerosi che ci saranno solo posti in piedi.
Altri biglietti in concorso, tutti staccati nel 1926: gli umani perderanno, per atrofia, l’uso delle braccia e delle gambe; tutti diventeremo vegetariani per necessità; esisteranno solo relazioni promiscue tra i sessi; al contrario, il matrimonio sarà equiparato a una fusione aziendale, di cui il marito e la moglie saranno gli azionisti; a cent’anni saranno tutti ancora arzilli, e si vivrà fino a duecento; moriranno il canto e la melodia, sostituiti dai rumori; le donne ricopriranno la maggior parte delle cariche governative.
Per deformazione professionale non posso non segnalarvi due film: What’s the world coming to, una commedia fantascientifica degli Hal Roach Studios in cui gli uomini del 2026 sono il sesso debole, e soprattutto il classico dei classici, Metropolis di Fritz Lang, ambientato (ma la questione è filologicamente controversa) nell’anno appena cominciato. Buona visione e buon anno.