Il lago di Como: bello fuori e in profondità, fa pure bene all'economia

Paola Bulbarelli

Il museo di Villa Carlotta e il collegamento Facebook con un sub che si calerà nei fondali. Come trasformare il lago in un interesse turistico

La più bella fioritura di azalee al mondo sta lì, a Villa Carlotta. Poi pergolati di agrumi, rododendri, giardino botanico: sono i custodi dei Canova, degli Hayez e dei Thorvaldsen che se ne stanno beatamente all’interno, ammirati da quasi 230 mila visitatori all'anno, un vero e proprio record di turisti. Che i rami del lago di Como fossero preziosi non doveva arrivare Clooney a rivelarlo. Certo, anche la sua Villa Ortensia è un autentico bijoux ma i Dolce e Gabbana hanno scelto Villa Carlotta, a poche insenature da dove c’era (preistoria del boom) villa Versace, per la loro esclusiva sfilata di alta sartoria. Ora, l’antica e splendida dimora che il marchese Giorgio Clerici (mercante di lane e sete) fece edificare alla fine del ’600 circondata da un giardino all’italiana, di fronte a uno scenario mozzafiato sulle dolomitiche Grigne e Bellagio, ha presentato il suo programma di eventi e appuntamenti culturali, artistici e botanici per il 2019, in un’ottica di valorizzazione turistica che da anni sta premiando tutto il Lario.

 

La fama della dimora così come quella del lago, sono testimoniate da oltre due secoli di cronache, arte, fotografia. “Una raccolta davvero unica di vedute e panorami, dai piccoli borghi alle località più celebri del lago di Como che rivivono per l’occasione nelle sale del museo di Villa Carlotta riportandoci in una atmosfera d’altri tempi – racconta Maria Angela Previtera, direttore di Villa Carlotta. In questa inedita antologia non mancano fotografie di giovani signore che si intrattengono nelle ville più alla moda e interni sontuosi di cui si è persa la memoria, ripresi però da noti fotografi dell’epoca dai Fratelli Alinari a Luigi e Pompeo Sacchi, fino agli inglesi Henry Negretti e Francis Frith e ai francesi Antoin Gaudin e Charles Soulier, solo per citarne alcuni”. La stagione 2019 (dal 22 marzo fino al 3 novembre) si apre con una prima mostra fotografica “Chiare, fresche e dolci acque. Viaggi fotografici sul Lago di Como” (12 aprile-9 giugno) che ripercorre un secolo di vita lariana grazie alle opere raccolte dal collezionista comasco Ruggero Pini.

  

Ma domani, il 22 marzo, sarà una giornata davvero importante per il lago di Como: soltanto che lo spettacolo da ammirare non saranno le manzoniane “catene non interrotte di monti”, e nemmeno quadri o azalee. Per la Giornata mondiale dell’acqua verrà effettuato per la prima volta in Europa, un collegamento in diretta Facebook tra un sub che si calerà nei fondali del lago (il più profondo d’Italia, assai apprezzato per il diving ) e le scuole che si sintonizzeranno con la pagina Resilario di Facebook. Un’iniziativa didattico scientifica innovativa, partita dal laboratorio Proteus, un centro per la Didattica ambientale sorto a Como nel 1999 e resa possibile dalle Camere di Commercio di Como e Lecco.“È il lago più profondo d’Italia, toccando i 418 metri di depressione massima fra le località di Argegno e Nesso, e il quinto in Europa, con fondali che si trovano ad oltre 200 metri sotto il livello del mare”, spiegano i responsabili della video-immersione. “Decine e decine di scuole italiane sono già pronte, alcune stanno organizzando maxischermi nei loro rispettivi auditorium, altre invece parteciperanno dalle singole aule – spiega Filippo Camerlenghi, responsabile del progetto Resilario per Proteus/Lab – porteremo così il mondo sottomarino nelle scuole”.

 

Porre l’attenzione sul territorio, valorizzare il lago sia per un interesse ambientale ma anche turistico diventa fondamentale. Perché il lago non è solo bello ma anche utile per l’economia locale. “Se a causa del clima il lago va in difficoltà con il livello che si abbassa ci sono conseguenze molto negative: le sponde franano e le uova depositate dai pesci muoiono perché escono dall’acqua e poi la navigazione, le barche hanno grossi problemi per ormeggiare e attraccare”. Ma il sub mette anche in evidenza ciò che di incredibile si trova sul fondo e l’ambiente. “Sotto il lago c’è una biodiversità importantissima, il lago è vivo. La gente crede che il lago sia buio, sporco e senza vita. In effetti c’è un sacco di luce e si vedono organismi, conchiglie, gamberi, pesci, molta luce e quindi ossigeno. Si fa capire al pubblico e ai ragazzi che il lago non è una pozzanghera buia”. Anzi. “Il lago di Como è il più pescoso d’Italia, ci sono 70 pescatori professionisti, ogni anno vengono pescati 210 tonnellate tra il classico persico e gli agoni”. Già nel lago d’Iseo e Maggiore si erano scandagliati i fondali, “da sei anni un sub si cala nei laghi, ma per la prima volta siamo collegati con Facebook. L’obiettivo è creare un ponte fra i laghi lombardi unendoli come risorsa turistica ambientale”. 

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