Giochi spericolati a Milano

Sala, Fontana (e Giorgetti). La “valanga lombarda” che punta a vincere le Olimpiadi della neve

1 Luglio 2018 alle 06:16

Giochi spericolati a Milano

Olimpiadi PyeongChang 2018. LaPresse

Uno che ha vinto la battaglia dell’Expo, non si spaventa certamente a proporre la candidatura per ospitare le Olimpiadi, invernali per giunta. Beppe Sala è sicuro di avere delle carte da giocare, non nasconde un certo ottimismo, ha l’esperienza adatta per i grandi eventi. E poi Sala non è solo. La strana coppia viene dal “sì” grande come una pista di discesa libera del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per una Olimpiade più Lombarda che milanese. Sala e Fontana hanno presentato un mini dossier al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. La Lombardia abbia i requisiti necessari per organizzare una super Olimpiade. Non solo impianti, ma anche aeroporti, trasporti, strade e garanzia di sicurezza.

 

In realtà, si ragiona tra Palazzo Marino e Palazzo Lombardia, i trasporti per un pubblico di massa verso i migliori palcoscenici di gara alpini (leggi Valtellina) non sono oggi all’altezza. Ma il tempo c’è, le idee innovative pure, e i soldi potrebbero non mancare. Ora tocca al governo che dovrà decidere tra Milano, Torino e Cortina. Lo scontro in atto è, però, tra Milano e Torino. Ed è una strana partita tra il politico e il fairplay istituzionale. Chiara Appendino, a Torino, ha contro un pezzo importante dei suoi Cinque stelle, ostili ai giochi come già lo furono a Roma (ma lì pure Virginia Raggi si schierò contro. Mentre qui la “grillina diversa” si dice pronta a sfidarli, e minaccia pure di dimettersi. Nei giorni scorsi Appendino a Roma ha incontrato pure lei Giorgetti e si è detta “soddisfatta”. Poi ha fatto un passaggio al Coni, per un incontro con il presidente Giovanni Malagò. Incassare l’ok del Coni sarebbe un colpo per Appendino, ma forse anche una grana politica per la sua rissosa maggioranza cittadina. Questione di equilibri. Dal canto suo, il leghista lombardo Giorgetti non è ovviamente distante dalle ambizioni di Fontana e Sala in Lombardia. Ma il Gianni Letta della Lega sa di dover tenere in equilibrio innazitutto il governo a Roma con i Cinque stelle, e ha preso nota che persino il ministro delle Infrastrutture Toninelli sì è espresso per la candidatura di Torino. La Lega, in ogni caso, propenderà per Milano. L’insolito asse Giorgetti, Sala, Fontana ha dentro di sé una non trascurabile forza. Ma bisogna però fare in fretta. “In Europa ci sono altre città importanti come Stoccolma che vogliono organizzare queste Olimpiadi, c’è’ tanto lavoro da fare. Ripeto: non farò una sola polemica per qualsiasi decisione che prenderà il governo”, ha detto Sala, memore sì del successo di Expo, ma anche della scottatura presa sull’Agenzia europea del farmaco, dovuta in buona parte alla cattiva gestione nazionale del dossier. In più, in Lombardia il M5s non chiude ai giochi. C’è infatti la variabile di Dario Violi, capogruppo grillino a Palazzo Lombardia, bergamascom che è invece possibilista: nessun pregiudizio, valuteremo il dossier, dice, Un segnale soltanto, ma trasversale: se arrivasse la candidatura a Milano, è un po’ il senso, non saremmo scontenti, e tanti saluti ai fratelli separati di Torino. 

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