Eppur Expo si muove

Human Technopole ha varato la sua governance, scelto i primi scienziati. Che sono già al lavoro

24 Giugno 2018 alle 06:01

Eppur Expo si muove

Foto LaPresse

Sono passati meno di tre anni dalla chiusura di Expo e l’area tra Milano, Pero e Rho che ha ospitato l’evento sta diventando uno dei poli tecnologici più interessanti d’Europa. Grazie alla tenacia di Giuseppe Bonomi, ad di Arexpo, e al lavoro di team delle istituzioni locali, Regione e Comune. Nei giorni scorsi il passaggio di mano, con un assegno da 25 milioni, dell’area sulla quale si aprirà a breve il cantiere del nuovo ospedale Galeazzi. “La prima operazione di vendita all’interno dell’area si è conclusa positivamente con l’acquisto del terreno di 50.000 mq, su cui sorgerà il nuovo ospedale”, registra soddisfatto Fabio Altitonante, già assessore al Territorio della provincia di Milano e oggi sottosegretario regionale alla Rigenerazione e allo sviluppo dell’area Expo. L’altra buona notizia è che da pochi giorni si è insediato il Consiglio di sorveglianza dello Human Technopole, il nuovo istituto di ricerca multidisciplinare, focalizzato sulle scienze della vita, il cuore di Mind (Milano Innovation District) il parco scientifico e tecnologico cuore del progetto post Expo.

 

La Fondazione Human Technopole – giusto per ricordarlo – è un istituto di ricerca multidisciplinare che sviluppa approcci personalizzati, in ambito medico e nutrizionale, mirati a contrastare il cancro e le malattie neuro-degenerative, integrando la genomica su larga scala con l’analisi di banche dati complesse e lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche. Entro il 2024, ci lavoreranno 1.500 persone e occuperà circa 30.000 metri quadri. Ma il fatto straordinario è che dall’inizio dell’anno hanno iniziato a lavorare a Palazzo Italia i primi ricercatori del Centro per le Analisi, Decisioni e Società (CADS), uno dei sette centri che costituiscono Human Technopole. Tra un anno saranno 300, per arrivare a regime alla quota di 1.350. Chi sono? Il professor Piercesare Secchi, coordinatore del Center for Analysis, Decisions, and Society per il Politecnico di Milano, è il cacciatore di giovani cervelli da impegnare nei progetti di Human Technopol. E non ha fatto certo fatica a portare a Milano questi giovani: “Milano, in questo momento è un luogo molto attrattivo per tutto ciò che riguarda la data science. Milano è il posto giusto per venire a fare della ricerca applicata”, spiega Secchi. Tra i giovani che hanno scelto Milano per sviluppare progetti di ricerca multidisciplinare c’è anche Aymeric Stamm, CADS PostDoc, un francese di una trentina d’anni, venuto a laurearsi al Politecnico, poi un dottorato in Francia, poi a Boston. E quando ha visto l’opportunità di tornare a vivere e lavorare a Milano, non ha perso l’occasione. Fa lo statistico per l’istituto, anche se si occupa di analisi dei dati biologici. Mentre Alessandro Spelta, forse il più giovane, viene dall’università di Pavia, econometrico, si occupa dell’analisi dei dati sociali ed economici che servono e molto, perché per comprendere come cambiare alcune dinamiche anche nel sistema del welfare, sanitario, servono queste qualità. Nulla a che fare con la medicina, ma la sua specializzazione è molto utile per analizzare una società complessa come la nostra. E poi c’è Mirjana Mazuran, ricercatrice di grandi qualità che però ha vinto una borsa Marie Curie e dal primo luglio tornerà a Parigi, indice della qualità delle persone selezionate. Assieme ai primi cinque giovani ricercatori, assunti da Human Technopol ce ne sono un’altra decina del Politecnico. Durante la prima riunione del Consiglio di Sorveglianza, che svolge un’attività di indirizzo generale e di controllo sulla Fondazione, è stato nominato direttore di Human Technopole il professor Iain Mattaj, dello European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg, vincitore del concorso internazionale. “Per comporre il quadro dei ricercatori da reclutare ci confronteremo co lui, che vorrà implementare una strategia di più ampio respiro. E’ opportuno che Human Technopol si doti anche di ricercatori senior, che magari restino con noi alcuni anni, il tempo giusto per sviluppare progetti specifici, come accade in tutti i centri di ricerca”.

 

Iain Mattaj si è distinto in campo scientifico, con studi sulla conoscenza dei meccanismi con cui l’RNA e le proteine sono trasportate dal nucleo della cellula al citoplasma, e ha ottenuto premi di prestigio, come nel 2001 il premio Louis-Jeantet per la medicina. “L’avvio delle attività – spiega Marco Simoni, presidente della Fondazione Human Technopole e dello stesso Consiglio di sorveglianza – segna una tappa fondamentale nel percorso di costruzione di Human Technopole, le cui fasi precedenti sono state condotte da una struttura di progetto in seno all’Istituto italiano di technologia. L’IIT è stato impeccabile nel consentirci di cominciare”. Il Da oggi il testimone passa alla Fondazione. L’organigramma completo sarà definito a breve con altri quattro membri del Comitato di gestione della Fondazione e il Chief operating officer. Simoni – durante la prima uscita pubblica della Fondazione – non ha perso occasione per lanciare un appello ai privati perché finanzino l’istituto di ricerca che, ad oggi, può contare su un finanziamento pubblico che arriva a 140 milioni l’anno. All’insegna della trasparenza, i privati che investissero più del 3% della somma già erogata dallo stato, avrebbero diritto di essere rappresentati nel Consiglio di sorveglianza della Fondazione.

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