Storia della Terrazza Martini, il colpo d’occhio delle star in città

Il “salotto sul tetto di Milano” compie 60 anni

20 Maggio 2018 alle 06:24

Storia della Terrazza Martini, il colpo d’occhio delle star in città

Gran opening della Terrazza Martini (foto LaPresse)

Di terrazze a Milano ce ne sono ormai tante. Il profilo della città è diventato tutto in altura, basta l’ascensore. Ma c’è solo su una terrazza su cui sono saliti Luchino Visconti, René Clair, Vittorio De Sica, Akira Kurosawa, François Truffaut, Anita Ekberg, Marcello Mastroianni fino a Christian Barnard, Hailé Selassié, Herbert von Karajan, e poi Moravia, Pasolini, Guttuso, Nureyev, Pavarotti, pochi e grandissimi nomi, presi a caso in un elenco sterminato di presenze eccellenti, che si potrebbe sovrapporre a quello delle figure di spicco delle cronache culturali dell’ultimo mezzo secolo. La terrazza di Milano per antonomasia è stata ed è la Terrazza Martini, oltre che uno delle icone architettoniche della città e un pezzo di storia del costume italiano.

 

Inaugurata il 9 aprile 1958 dopo quella di Parigi che fu la prima (all’apice del loro splendore furono ben otto le sedi con questo nome – Londra, Barcellona, Bruxelles, San Paolo, Genova e Pessione – oggi l’attività prosegue a Milano e a Pessione, in Piemonte, sede storica di Martini & Rossi) la Terrazza domina il centro storico e offre, dall’ultimo piano del grattacielo di Piazza Diaz, uno straordinario colpo d’occhio sulle guglie del Duomo, vicine e quasi a portata di mano. Che se non fosse per la statua “Monumento al Carabiniere” di Minguzzi, potrebbe essere il punto di osservazione di una sorta di cannocchiale urbanistico che parte dalla Galleria e arriva alla Terrazza, come sostiene Philippe Daverio. Ma non solo: basti pensare a una linea immaginaria di grattacieli che parte da qui e arriva fino alla piazza Gae Aulenti, un tragitto aereo straordinario, nato per caso ma che sembra voluto dal destino. Il grande cinema è stata la vera vocazione di questo spazio che ha visto, per decenni, presentazioni di star e anteprime di film che hanno segnato un’epoca, a cominciare dalla “Dolce Vita” che la Terrazza tenne a battesimo nel 1960. Da piazza Diaz passava lo star-system, e la Terrazza Martini divenne una passerella ufficiale. E’ stato così che il cinema e i suoi protagonisti hanno creato, nel tempo, un sodalizio che è diventato uno dei valori dello stile di comunicazione Martini. Per le decorazioni e gli arredi la “prima” Terrazza fu affidata alla creatività dell’architetto Tomaso Buzzi, l’esponente di maggior rilievo dell’eclettismo italiano novecentesco. Radicalmente rinnovata tra il 1990 e il 1993, la Terrazza inaugurò il suo secondo ciclo di vita, rinfrescando la patina “storica” del progetto originale. Con un team di architetti: la struttura e gli interni furono affidati a Marco Soncini e a Federico Forquet, mentre per il terrazzo soprastante intervenne l’architetto e paesaggista Paolo Pejrone, che studiò i 430 metri quadri del jardin d’hiver, senza dubbio il più alto della città. L’ultimo restyling, del 2008, è stato commissionato allo studio Puresang di Anversa (Belgio). Terzo nella storia della Terrazza milanese, nel cinquantesimo compleanno. Oggi come ieri, infatti, l’idea di fondo resta quella di mantenere una coerenza che colleghi il retaggio del passato alle molteplici attività del presente, una tradizione sempre onorata.

 

E ora, per festeggiare i 60 anni, nuovo volto per il “salotto sul tetto di Milano”, questa volta affidato a “Il Prisma, Design Human Life”. La nuova struttura della terrazza (1-100 mq, 5 sale) si sviluppa su tre piani: il Business Center del 14esimo piano per eventi e riunioni di lavoro, la Terrazza Martini al 15esimo con la Lounge e il nuovo Cocktail Bar e il Top Roof Bar del 16esimo piano. “Milano è capitale della moda, del design e dell’aperitivo”, dice Marco Alberizzi, country manager di Martini & Rossi: “Il vermouth è stato inventato a Torino ma il rito dell’aperitivo è nato qui e qui sa dare il meglio”. 

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