Foto di Marketa via Flickr

Quanto fa chic mangiare da malati (ma da sani) in clinica

Paola Bulbarelli

Pensavate che l’ultima frontiera del salutismo gastronomico fosse il vegano, il no-olio di palma, il tavolo nei locali Igp e km zero? Il gusto della città precorre le mode, nella “Milano consapevole” fa tendenza prenotare in casa di cura

C’è la seppia croccante su crema di patate alle erbe aromatiche. I riccioli di calamaro con ricotta limonata e julienne di verdure. Tra i primi orzotto mantecato con borragine e bottarga di tonno o  fantastici gnocchetti agli spinaci con cannellini e maialino. Per chiudere con un dolce, perché non scegliere una mousse cotta di pere con zafferano e gelato al caramello, o una millefoglie ai frutti rossi? Ecco servita la cucina stellata che fa il pari con la cucina sana. Dove? Ma al ristorante, ovviamente. Cambia l’indirizzo, però, perché si va in clinica. Già, alla Madonnina, casa di cura dei vip milanesi, ci si può andare da sani, prenotare a pranzo o a cena nell’esclusivo Eat Restaurant dove il menu è rigorosamente selezionato, controllato, studiato dallo staff di medici e nutrizionisti dell’IRCCS Policlinico San Donato. “Lavorano con noi sei chef – racconta Gilda Gastaldi Rotelli, responsabile della GSD Foundation – alcuni dei quali premiati con una stella Michelin. Ci inviano le ricette, le valutiamo con i nostri nutrizionisti, se vanno bene vengono inserite nel menu, altrimenti chiediamo di riscriverle in modo che rispettino i nostri principi perché abbiamo notato che alcune sono troppo sproporzionate nel rapporto tra grassi e carboidrati”.

 

Pensavate che l’ultima frontiera del salutismo gastronomico fosse il vegano, il no-olio di palma, il tavolo spartano e solo nei locali Igp e km zero? Il gusto della città precorre le mode, nella “Milano consapevole” fa tendenza prenotare in casa di cura. Dove fino a poco tempo fa nessuno avrebbe mai pensato di aver voglia di andare a cena. Ma l’Eat Restaurant della Madonnina va benone, il gruppo sta valutando di aprire altri ristoranti e da poco sono nati due Eat Bar, al San Raffaele e a Villa Turro: sandwich, insalate, pane integrale, multicereali, alimenti di stagione di alta qualità, niente pan carrè: contiene molto olio di palma. Dall’happy hour all’healt food,un bel salto. “ L’alimentazione del ristorante Eat è per persone sane ma all’interno dei nostri menu ci sono proposte per chi ha particolari patologie, ad esempio per i celiaci, per chi deve seguire diete iposodiche, per diabetici. Su ogni piatto stanno scritte le calorie contenute e la composizione dell’alimento”. Eat non è solo un ristorante ma un vero e proprio progetto che si basa sul consumo di molta frutta e molta verdura, sull’uso dei legumi, del pesce, e carni bianche, sul bere molta acqua e fare movimento. “Il quadro attuale è una prevalenza di malattie croniche come diabete, sovrappeso, obesità, ipertensione. Abbiamo pensato che uno stile di vita corretto che corrisponde a movimento giornaliero di almeno 10 mila passi, al bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno e soprattutto una dieta corretta possono aiutare a prevenire questo tipo di patologie che significa curare meno pazienti. Ci rivolgiamo alle persone in buona salute che non vogliono ammalarsi”. Meglio prenotare.

Di più su questi argomenti: